ALBUQUERQUE, STATI UNITI – Stephen Slevin, chiuso in una cella di isolamento per due anni nella prigione della contea di Dona Ana, nel New Mexico, ha ottenuto da una giuria federale un rimborso pari a 22 milioni di dollari per i trattamenti disumani subiti.
Si tratta di un verdetto record nella storia delle cause per i diritti civili dei carcerati americani, cosi come eccezionale e’ stata la vicenda di Slevin.
Arrestato nell’agosto del 2005 per semplice ”guida in stato di ubriachezza” l’uomo e’ stato sbattuto in una cella e da allora e’ stato dimenticato: non ha mai visto un giudice, ne’ un medico o un dentista.
Slevin, 58 anni, e’ stato costretto ad estrarsi i denti malati da solo, a vivere con le unghie dei piedi che si attorcigliavano nella carne perche’ non gli venivano date nemmeno delle forbici, e con altri problemi di salute mai curati durante la prigionia.
”Le guardie della prigione mi passavano accanto ogni giorno, mi guardavano deteriorare progressivamente e non hanno mai fatto nulla. Le mie richieste di un dottore o di un dentista non sono state ascoltate”, ha detto l’ex carcerato. L’uomo soffre di disturbi post-traumatici: “Non ho fatto causa per i soldi – ha precisato – ma perche’ il mondo sapesse come si puo’ venire trattati”.
Il sistema penitenziario del New Mexico non ha rilasciato alcun commento, ma l’avvocato di Slevin ha fatto sapere che i dirigenti della prigioni avevano cercato di mettere a tacere il caso offrendo a Slevin rimborsi pecuniari prima che andasse in tribunale.