Usa. Il miliardario Donald Trump e la sua università multati per $ 40 mln

Donald Trump

NEW YORK, STATI UNITI – Donald Trump con tutti i suoi miliardi è finito nel mirino delle autorita’. Il procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, ha avviato un’azione civile contro la Trump University, la scuola del magnate del real estate, accusandola di frode e attivita’ illegale, perpetrata usando una tattica per adescare studenti basata sul marchio Trump con la quale prometteva ricchezza e invece propinava solo inutili seminari.

Con l’azione legale le autorita’ di New York puntano a ottenere da Trump 40 milioni di dollari di risarcimenti. Il miliardario ha respinto seccamente le accuse, che ritiene mosse da motivi politici: ”E’ un’estorsione”, ha tuonato George Sorial, legale di Trump, secondo il quale Schneiderman aveva chiesto a Trump donazioni per la sua campagna elettorale e quando si e’ sentito rifiutare si e’ arrabbiato: da qui, secondo lui, l’azione legale.

Michael Cohen, altro avvocato di Trump, ha affermato che la scuola ha ricevuto 11.000 valutazioni, di cui il 98% descrivono gli studenti come “estremamente soddisfatti”. Le indagini sulla Trump University sono state aperte nel 2011 in seguito alla segnalazione di alcune decine di persone in vari Stati americani, che avevano denunciato la tattica di promozione usata dall’università. Con la promessa di imparare tutti i segreti che hanno portato Trump a divenire miliardario, la scuola offriva inizialmente un seminario gratuito di 90 minuti, per poi adescare gli studenti con tre giorni di lezioni per 1.495 dollari fino ad arrivare a un corso per 35.000 dollari.

Schneiderman accusa la Trump University di “false promesse” nel persuadere oltre 5.000 persone negli Stati Uniti a spendere ”decine di migliaia di dollari per inutili lezioni che non potevano permettersi e che poi non hanno mai ricevuto”. Nel pubblicizzare la scuola si dichiarava esplicitamente che Trump in persona aveva scelto ogni singolo professore per insegnare agli studenti un ”metodo sistematico per investire nel real estate”.

Ma Trump – secondo le autorita’ di New York – non ha scelto proprio nessuno. ”Nessuno, non importa quanto ricco o famoso sia, ha il diritto di truffare. Chiunque lo fa deve aspettarsi che sarà chiamato a risponderne”, ha dichiarato Schneiderman.

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lgermini