Usa: Generale dell’esercito ”comanda” ai suoi uomini di non suicidarsi

Nelle forze armate americane, e specialmente nei corpi speciali, la disciplina è molto dura, tante cose sono vietate e tra queste c’e’ anche il…suicidio.

Lo ha detto a chiare lettere e senza giri di parole a Fort Campbell, Kentucky, il generale Stephen Townsend, parlando a migliaia di militari della centounesima divisione aviotrasportata.

E non a caso: in numero dei suicidi nella base ha fatto un balzo da quando i soldati hanno cominciato a tornare dall’Afghanistan. E questo, ha detto il generale ”è inaccettabile”. ”Il suicidio è un male per i soldati, per le famiglie, per le vostre unità, per questa divisione, per il nostro esercito, per il Paese e deve cessare immediatamente”, ha urlato il generale.

Le parole dell’ufficiale sono suonate come una tipica risposta militare ad una complicata e tragica situazione. Secondo le autorità, a Fort Campbell 21 soldati si sono tolti la vita nel 2009.

Ma le dure e marziali parole di Townsend non sono l’unico provvedimento che si sta adottando a Fort Campbell. Senza dare nell’occhio nella base è in corso da un anno uno sforzo combinato per, se non eliminare, almeno attenuare la durezza degli addestramenti e la mentalità del non mostrare debolezza e completare le missioni ad ogni costo.

Ci sono medici dell’esercito come Tangeneare Singh che si sforzano di aiutare i soldati che tacitamente sono straziati dalla depressione, da stress traumatico ed altre malattie mentali. Ci sono anche sergenti di plotone come Robert Groszman, appositamente addestrati per osservare ed ascoltare attentamente i loro soldati per cogliere segni di malessere in tempo.

”Occorre che la gente capisca che le cose stanno cambiando, perchè qui abbiamo un completo evolversi della situazione rispetto al vecchio esercito che ti diceva, se restavi ferito, di succhiare il sangue, spargere un pò di fango sulla ferita e andare avanti”.

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lgermini