
USA, WASHINGTON – Quando nel 1975 a Fayetville, Arkansas, sposo’ Bill Clinton, Hillary Rodham sembro’ sacrificare la sua professione e la sua promettente carriera per amore. Ma il futuro davanti alla appassionata e determinata giovane avvocatessa di Chicago – laureata alla Yale Law School e sempre in prima fila sul fronte dei diritti delle donne – non poteva essere piu’ luminoso.
Mai avrebbe immaginato di diventare first lady e, in meno di 40 anni, di ricoprire l’incarico prima di senatrice poi di segretario di stato, guidando nella prima parte della presidenza Obama la politica estera statunitense.
Insomma, una “predestinata”. Si racconta che proprio lei ribattezzo’ Fayetville in ‘Fateville’, la citta’ del fato. Un destino che non era quello di una donna destinata a rimanere nell’ombra, un passo indietro rispetto al marito Bill che nel 1993 l’aveva portata alla Casa Bianca.
Chi la conosce bene parla di una donna non solo molto determinata e con una grande forza di volonta’, ma dotata anche di enorme ambizione e di un forte spirito di indipendenza, a costo di andare contro tutto e tutti.
Quella forza che l’ha portata a tanti successi e che l’ha aiutata a uscir fuori alla grande dai momenti piu’ duri della sua vita. Due quelli piu’ difficili, che avrebbero stroncato la volonta’ di molte altre persone: lo scandalo legato alla relazione tra Bill Clinton e la stagista della Casa Bianca Monica Lewinski nel 1995 e la sconfitta alle primarie democratiche del 2008 con Barack Obama. Eppure Bill e Barack sono i due “uomini della sua vita”, tanto che se dovesse diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti molti parlano di “terzo mandato Clinton” o di “terzo mandato Obama”.
Passata la bufera l’un tempo incorreggibile Bill e’ rimasto al suo fianco, ed e’ ora il primo sostenitore di Hillary, oltre che detentore di una enorme dote di rapporti fondamentali per la sfida che l’ex first lady si appresta ad affrontare. Ed e’ stato Barack, dopo averla mandata al tappeto, a ridarle nuova vita, mettendola a capo della diplomazia Usa.
Opportunismo o grande personalita’, mai la figura di Hillary e’ comunque apparsa succube rispetto a quella dei suoi due punti di riferimento. Accusata di essere troppo legata agli interessi di Wall Street o di essere troppo “anziana” per diventare presidente, Hillary risponde con la stessa forza e determinazione di sempre. Anzi, orgogliosa di poter diventare anche la prima presidente ‘nonna’ degli Stati Uniti.
