No alle sigarette, sì alle donne: a partire dal 31 dicembre 2010, i 13mila marinai impiegati nei sottomarini Usa non potranno più fumare a bordo; ma per la fine del 2011, navigheranno fianco a fianco con donne-marinaio che saranno soggette, in tutto e per tutto, ai loro stessi compiti.
Cinquantuno anni dopo la fiction cinematografica, “Operazione Sottoveste” , di cui furono protagonisti Tony Curtis e Cary Grant, si appresta negli Stati Uniti a diventare realtà. Nel film di Blake Edwards (del 1959, titolo originale “Operation Petticoat”) si narrano le vicende di un sottomarino rosa che, per la prima volta nella storia della Marina Militare americana, accoglie donne-marinaio tra i membri del suo equipaggio. Oggi la Marina Militare Usa è pronta a varare, nella realtà, nuove regole tali per cui entro la fine del 2011 gli equipaggi saranno ‘misti’.
Nello stesso tempo è già stata approvata – l’8 aprile scorso – una nuova misura, tale per cui a partire dal primo gennaio del prossimo anno non si potrà più fumare. Cadono così due degli ultimi tabù legati all’immagine un po’ stereotipata del marinaio in navigazione sotto i mari, capace di restare in servizio per mesi e mesi, sognando una donna e fumando come un turco.
La decisione della Navy di applicare le due misure più o meno in contemporanea ha sollevato perplessità tra gli addetti ai lavori, come riporta oggi in prima pagina il Washington Post. Da un lato c’è chi, come il Contro ammiraglio Barry L. Bruner, comandante del Submarine Group 10 di stanza a Kings Bay, in Georgia, si dice favorevole: «So che ci sono dubbi al riguardo, ma io non ho dubbi: questa è la cosa giusta da fare. Stiamo lavorando per fare in modo che il passaggio verso la nuova policy avvenga in modo indolore». Dall’altro c’é chi, come John A. Mason, di Comer, Georgia, un ex marinaio che ha prestato servizio sui sommergibili della Marina per quasi 20 anni, è talmente contrario che ha cominciato una raccolta di firme per bloccare il provvedimento.
Mason prevede che, quando entrerà in vigore, la ‘policy’ darà luogo a «situazioni ingovernabili». «I sommergibili non sono disegnati per accogliere i due sessi – ha scritto nella lettera di accompagnamento alla sua petizione – e non è che gli ormoni smettono di funzionare solo perché esci in mare e stai ‘sotto’ per mesi. Anzi…».
Per questo, a suo avviso, bisogna dare per “certa”, col tempo, la presenza a bordo di «marinaie incinta», con tutto quello che comporta. La Navy, precisa il Washington Post, ha ovviamente tenuto conto di queste osservazioni, e ha pianificato di avviare l’integrazioni degli equipaggi seguendo diverse fasi. Nessun passaggio intermedio, invece, per le sigarette: dal primo gennaio 2011 sarà vietato, i marinai sono avvertiti fin d’ora. E poco importa se, in base alle ultime statistiche, il 40% di loro sono fumatori incalliti.
