– ROMA, 10 GIU – Sono stati individuati i segnali che
precedono il risveglio di un vulcano sottomarino.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, si
deve a tre studi coordinati da tre ricercatori americani e
potrebbe contribuire a prevedere le eruzioni sottomarine che
rappresentano la stragrande maggioranza del vulcanismo della
Terra.
I lavori coordinati da Chadwick William, Robert Dziak entrambi
della Oregon State University e da David Caress dell'Istituto
di Ricerca Monterey Bay Aquarium, si basano sul monitoraggio del
vulcano sottomarino Axial Seamount situato nell'Oceano Pacifico,
a largo delle coste degli Stati Uniti, prima e dopo l'eruzione
nel mese di aprile 2011. Questa eruzione era stata prevista con
successo dagli stessi autori che avevano individuato un arco di
tempo durante il quale poteva avvenire e ora i lavori descrivono
i segnali precursori del 'risveglio' del vulcano.
Per monitorare l'Axial Seamount, uno dei vulcani sottomarini
piu' attivi del mondo, i ricercatori hanno usato un robot
sommergibile per analizzare il fondale marino, sensori di
pressione per misurare l'innalzamento e l' abbassamento del
fondale, strumenti per registrare i piccoli terremoti generati
dal magma che si muove nella crosta terrestre. E' stato
documentato un aumento graduale del fondo del mare di quasi 20
centimetri in un periodo di diversi mesi, seguito da un brusco
sollevamento di 7 centimetri avvenuto in meno di un'ora prima
della comparsa dell'eruzione. Durante l'eruzione, durata sei
giorni, che ha fatto svuotare il serbatoio di magma, il fondale
marino si poi e' 'sgonfiato' abbassandosi di due metri. Questi
movimenti del suolo, sottolineano gli esperti, indicano il
riempimento graduale del serbatoio del magma sotto la superficie
e il successivo svuotamento. Nelle due ore prima dell'eruzione,
i ricercatori, hanno inoltre registrato uno sciame intenso di
terremoti.
E' la prima volta, sottolinea Chadwick, che si dimostra il
legame tra sismicita', deformazione del fondo marino e l'
intrusione di magma in un vulcano sottomarino. ''Gli strumenti –
ha rilevato Dziak – hanno registrato i segnali di migliaia di
piccoli terremoti in pochi minuti, generati dal magma che sale
infiltrandosi nelle crepe della crosta e che ci hanno permesso
di tracciare chiaramente la risalita del magma''. .