MILANO, 5 GEN – Giro di vite sull'uso di un particolare tipo di antibiotici, le cefalosporine, negli animali di allevamento, come mucche, maiali, polli e tacchini: e' quanto ha imposto la Food and drug administration americana agli allevatori perche' il loro uso eccessivo ha contribuito all'aumento di batteri antibiotico-resistenti, con pericoli anche per l'uomo. Lo rende noto il 'New York Times'.
Le cefalosporine sono comunemente usate infatti sia con gli uomini che con gli animali e sono tra gli antibiotici piu' comuni prescritti per polmonite, infezioni cutanee e del tratto urinario, oltre che prima di interventi chirurgici e dai pediatri. Secondo i microbiologi, l'uso in agricoltura di questi farmaci ha portato allo sviluppo di batteri antibiotico-resistenti, il che puo' rappresentare una minaccia anche per l'uomo. Le cefalosporine in ambito veterinario non sono usate tanto come la penicillina, dal momento che necessitano di prescrizione medica, ma sono iniettate regolarmente nelle uova e usate in larghe dosi per curare infezioni nel bestiame. Con questa nuova misura l'Fda mette al bando l'uso regolare di iniezioni di cefalosporine nelle uova di pollo, nel bestiame e nei maiali.
