Usa. Dopo New York Bloomberg sarà sindaco del mondo

Michael Bloomberg

USA, NEW YORK – Dopo aver cambiato New York, Michael Bloomberg pensa al resto del mondo con una squadra di pronto intervento per esportare in altre città il modello Big Apple. Il sindaco della Grande Mela, che il primo gennaio, dopo aver festeggiato capodanno a Times Square facendo calare sulla piazza la tradizionale palla luminosa, consegnera’ le chiavi di City Hall al successore Bill de Blasio, ha dato vita a una nuova organizzazione, la Bloomberg Associates, incaricata di aiutare amministrazioni locali in difficoltà a risolvere problemi e sfide a lungo termine.

Come far smettere ai cittadini di fumare, trasformare una lunga ferrovia urbana degradata in uno spazio pubblico calamita per i turisti (la High Line), creare isole pedonali in strade ad alto traffico (Times Square), mettere le calorie sul menu dei ristoranti, o convincere i cittadini di una delle capitali piu’ intasate di auto del mondo a girare in bicicletta. Tutte imprese che rappresentano la legacy di Bloomberg e che la Bloomberg Associates si prefigge di esportare altrove nel mondo con una importante novita’: non fara’ pagare il conto ai propri clienti.

Paghera’ invece Bloomberg, a colpi di decine di milioni di dollari l’anno: un prezzo alto ma non necessariamente invalicabile per il miliardario dei media che, dopo avere fatto il sindaco di New York cerca adesso di diventare il sindaco del mondo. L’iniziativa, nota il New York Times, rappresenta il primo progetto concreto per Bloomberg dopo la fine del suo triplice mandato e l’ultimo capitolo della sua trasformazione da neofita della politica a amministratore ammiratissimo dai colleghi che corrono a New York per studiare il suo stile di management.

Lo “Swat Team” di esperti urbani imbarcati, sempre secondo il New York Times, assomiglia a una sorta di amministrazione Bloomberg in esilio: il sindaco ha già reclutato una mezza dozzina di stretti collaboratori a City Hall tra cui Janette Sadik-Khan, l’assessore ai trasporti e Kate Levin, responsabile della cultura, con la speranza di portare a bordo anche il capo della polizia Ray Kelly. “C’è da parte delle città del mondo una grande richiesta di imparare come abbiamo fatto a New York”, spiega al quotidiano Amanda Burden, direttrice dei piani regolatori del comune che sta per aderire alla Bloomberg Associates: “Sotto questo sindaco la Grande Mela e’ diventata il faro a cui altre amministrazioni guardano per capire come realizzare cose nuove”.

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lgermini