NEW YORK, STATI UNITI – Il più ingente sequestro di armi nella storia di New York, 254 fra pistole e fucili, anche d’assalto, è stato effettuato dalla polizia in una vasta operazione che ha portato all’arresto di 19 persone con l’accusa di contrabbando. Le armi sono arrivate in citta’ dagli stati del Nord e del Sud Carolina, a bordo di autobus economici che non richiedono la presentazione di un documento di identita’ all’ingresso.
”New York e’, fra le grandi citta’, la piu’ sicura degli Stati Uniti, ma anno dopo anno un numero sempre maggiore di armi arriva in citta’ da stati che non hanno leggi di buon senso” afferma il sindaco Michael Bloomberg, forte sostenitore dell’introduzione di normative piu’ rigide negli Stati Uniti sulle armi. ”Non c’e’ dubbio che il maxi-sequestro abbia salvato molte vite” aggiunge il sindaco, precisando che il Nord e il Sud Carolina sono gli stati da dove arriva il maggior numero di armi usate per crimini in citta’.
L’indagine della polizia di New York e’ durata 10 mesi: agenti sotto copertura hanno instaurato rapporti con i contrabbandieri di armi, recandosi in piu’ occasioni in uno studio di Brooklyn dove venivano organizzate le vendite. Alla scoperta si e’ giunti – spiega la polizia – tramite immagini di armi caricate di Instagram ma anche intercettazioni telefoniche. Da queste ultime – afferma Bloomberg – e’ emerso che la maggiore preoccupazione dei contrabbandieri era quella di essere fermati, interrogati e perquisiti dalle autorita’, ovvero la criticata pratica dello ‘stop-and-frisk’, ritenuta di recente incostituzionale dalla giustizia.
Il maxi-sequestro e’ un’occasione per Bloomberg per evidenziare l’importanza dello ‘stop-and-frisk’, di cui il sindaco di New York ha fatto uno dei punti cardine della sua politica anti-criminalita’. Ma un tribunale federale ha di recente stabilito che la pratica e’ incostituzionale ed e’ stata condotta con connotazioni razziste. Da qui l’ordine di una riforma sotto la supervisione federale. Ed è soprattutto a questa che Bloomberg si oppone e annuncia battaglia. Bloomberg ha infatti avviato i primi passi per l’appello contro la sentenza della corte, chiedendo che nessuna riforma venga adottata prima di un pronunciamento definitivo in appello.
