
NEW YORK, STATI UNITI – Negli Stati Uniti le armi continuano a mietere vittime. Nel quartiere newyorkese del Queens un uomo ha aperto il fuoco contro un autobus uccidendo una ragazzina di 14 anni che si trovava al suo interno. L’incidente si e’ verificato intorno alle 21 di sabato sera, ora locale, ad una fermata della linea Q6 su Sutphin Boulevard e 125esima Avenue.
La giovane, di nome Daja Robinson, stava tornando a casa da una festa di compleanno ed e’ stata raggiunta da almeno un colpo alla testa. I soccorritori l’hanno immediatamente trasportata al Jamaica Hospital, dove i medici non hanno potuto fare altro che dichiararne la morte.
Secondo quanto confermato dalla polizia ai media il killer non e’ ancora stato identificato e si trova a piede libero. Gli investigatori hanno affermato che il bus e’ stato colpito con dieci proiettili, ma non e’ ancora noto se la giovane fosse il bersaglio dell’uomo. Alcuni testimoni lo avrebbero visto prendere la mira, con l’intenzione di colpire un piccolo gruppo di ragazzine che salivano sull’autobus dopo essere uscite da una festa di compleanno nel vicino bar Onyx Lounge.
Un’altra tragedia ha colpito in queste ore la citta’ di New York: in un college di Long Island, una studentessa di 21 anni e’ stata uccisa per sbaglio nel corso di una rapina. Per gli inquirenti non ci sono dubbi, e’ stato un tragico errore della polizia la morte di Andrea Rebello, allieva della Hofstra University, poco fuori New York. Un agente, intervenuto per liberare la ragazza sequestrata da un bandito di nome Dalton Smith, ha sparato otto colpi, sette dei quali hanno colpito l’uomo armato, uccidendolo. Ma un proiettile ha invece centrato alla testa la ragazza e anche per lei non c’e’ stato scampo.
La giovane era stata presa in ostaggio insieme alla sorella gemella Jessica e ad altri due studenti all’interno della loro abitazione, nel campus del college di Long Island, durante un tentativo di rapina. Andrea, Jessica, il ragazzo di quest’ultima e un altro amico erano appena rientrati a casa e avevano lasciato la porta aperta per permettere ad uno di loro di uscire a spostare la macchina. Smith, 30 anni, con precedenti penali per un altro tentativo di rapina, e’ riuscito ad intrufolarsi nell’abitazione tenendo prigionieri i quattro ragazzi. Quando la polizia ha fatto irruzione, l’uomo puntava la pistola al capo della giovane, utilizzandola come scudo umano per cercare di difendersi dagli agenti.
