NEW YORK, 23 GIU – Costa caro mettere una sera a cena con Barack Obama, a New York: 35.800 dollari per un banchiere; 1.250 per un gay; meno, solo 100 dollari, per un sostenitore di musical. Questi i costi a biglietto per partecipare ai tre diversi eventi organizzati oggi a Manhattan da parte della campagna elettorale di Obama, per raccogliere fondi.
Un biglietto alla cena con la comunita' finanziaria, 38.500 dollari (70 posti gia' esauriti, 2,5 milioni di incasso); 1.250 dollari per i circa 600 partecipanti al Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Leadership Gala; 100 dollari per un evento a Broadway con l'attrice Whoopy Goldberg.
Tutto questo mentre New York e' sul punto di diventare il sesto Stato americano, e quello di gran lunga piu' popoloso, a consentire i matrimoni omosessuali. Per pura coincidenza, succede proprio nel giorno in cui Obama partecipa, per la prima volta da quando e' presidente, ad una serata gay. Mentre lui e' al gala-gay nella capitale dello Stato, Albany, il Congresso e' riunito per votare la legalizzazione delle nozze gay a New York.
Il governatore Andrew Cuomo considera il provvedimento (gia' approvato dalla Camera) una priorita' del suo governo. Il Senato a maggioranza repubblicana si e' finora opposto. Ma non in modo compatto, al punto che la misura e' a un solo voto dall' approvazione: puo' al momento contare su 31 voti a favore, e per essere approvata ne ha bisogno di 32. Hanno gia' annunciato che voteranno a favore 29 dei 30 senatori democratici, e 2 dei 32 senatori repubblicani. In tutto fa 31 si', su un totale di 62 seggi, e prima di riunirsi in assemblea con gli altri colleghi di partito, alcuni senatori repubblicani si sono detti indecisi. Trattative sono in corso ad Albany, mentre all'esterno del palazzo del Congresso si sono radunati gruppi a sostegno dei diritti degli omosessuali per un voto considerato storico. Se tradotto in legge, infatti, il provvedimento farebbe di New York il sesto Stato americano a riconoscere le nozze gay dopo Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire e Vermont, oltre al District of Columbia.
Il Vaticano si e' schierato contro. L'arcivescovo di New York, Timothy Dolan, in un intervento sull'Osservatore Romano del 17 giugno scorso aveva ribadito che ''non ogni desiderio, voglia o moda'' puo' tramutarsi in un ''diritto''. Il Marriage Equality Act rappresenta la ''pericolosa presunzione dello Stato'' di riscrivere la definizione di una ''verita' innegabile'': e cioe' che il matrimonio si fonda sull'unione tra un uomo e una donna.
Il pronunciamento e' atteso ad Albany per la tarda serata, quando in Italia sara' notte fonda. In quelle stesse ore Barack Obama e' al Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Leadership Gala. La coincidenza con il voto di Albany e' del tutto casuale. Ma, nonostante il costo, i biglietti sono andati a ruba.
