Usa. Obama deporta milioni di immigrati che non hanno commesso alcun reato

Immigrati in attesa di espulsione

USA, WASHINGTON -L’amministrazione Obama, pur avendo detto che avrebbe deportato solo colpevoli di gravi crimini, sta espellendo dagli Stati uniti un numero enorme di immigrati clandestini che non hanno fatto nulla di male ma che sono nel Paese solo per lavorare e sfamare leloro famiglie.

La conferma viene da una analisi del New York Times, secondo cui da quando è presidente, due terzi dei due milioni di deportati hanno riguardato persone colpevoli solo di piccole infrazioni, tipo multe per divieto di parcheggio o fanalini di coda spenti, ma nessuna attività criminale. I criminali espulsi, d’altro canto, sono stati il 20 per cento del totale, ovvero 394 mila individui.

Quando assunse la presidenza Omama promise di attuare una generalizzata riforma dell’immigrazione, ma mancandogli l’appoggio dei repubblicani al Congresso il presidente  cambiò rotta e disse che le deportazioni avrebbero riguardato solo criminali. Ma secondo l’analisi del New York Times non è andata così, perchè deportati sono stati sempre di più immigrati senza colpe o con colpe minime.

Svariati studi forensi e interviste negli scorsi anni hanno suscitato interrogativi circa chi esattamente cade nelle maglie dei funzionari all’immigrazione. L’analisi del Times si fonda su dati governativi riguardanti 3,2 milioni di deportazioni in dieci anni, ottenuti in base al Freedom of Information Act, che fornisce un quadro più dettagliato delle deportazioni avvenute per mano dell’amministrazione Obama.

”Per anni l’amministrazione è andata dicendo che deportava solo ‘criminali stranieri’, ma i numeri forniscono un quadro ben diverso”, ha dichiarato Marielena Hincapié, direttrice esecutiva del National Immigration Law Center. ”La verità è che questa amministrazione – più di ogni altra – ha devastato intere comunità di immigrati in tutto il Paese smembrando famiglie e deportando famigliari solo per aver guidato senza patente o per aver cercato di rientrare nel Paese cercando disperatamente di riunirsi alle loro famiglie”.

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lgermini