NEW YORK, 3 NOV – E' una vera e propria 'battaglia' contro se' stessi quella che molti dei reduci americani delle guerre in Iraq e Afghanistan combattono quando tornano a casa: ogni 80 minuti, uno di loro tenta il suicidio e il fenomeno e' purtroppo destinato ad aggravarsi. Lo rivela un nuovo studio compiuto su richiesta della Casa Bianca, secondo cui solo nel 2009 1.868 veterani delle due guerre hanno tentato di togliersi la vita.
Il rapporto, dal sinistro titolo 'Perdendo la battaglia: la sfida dei suicidi tra i militari', avverte che "dal momento che molti soldati stanno tornando in patria dalla guerra, la questione deve essere affrontata con crescente urgenza". Si tratta di un chiaro riferimento al ritiro dei circa 40 mila uomini e donne del contingente Usa in Iraq che sara' completato entro l'anno, e dell'assottigliamento nei prossimi mesi anche di quello in Afghanistan.
Secondo gli esperti, i problemi sono molteplici, ma uno dei piu' comuni e' la tendenza dei reduci dai teatri di guerra ad evitare di chiedere assistenza psicologica nel timore di essere poi discriminati o scartati in futuro. Nel rapporto si evidenzia anche il disagio che molti militari provano quando vengono trasferiti e perdono il contatto con i loro comandanti e compagni, o le difficolta' poste proprio ai loro comandanti a parlare di problemi di questo tipo con i loro sottoposti, a causa delle norme sulla privacy.
E per lo stesso motivo i comandanti non possono neanche parlare delle armi che i militari detengono privatamente, che vengono utilizzate in poco meno del 50 per cento dei casi di suicidio. Certo, il problema non e' comunque nuovo. Gia' dal 2007, il dipartimento della Difesa ha stabilito una linea telefonica dedicata ai problemi psicologici dei reduci, che da allora ha gestito oltre 400 mila chiamate, salvando la vita ad almeno 14 mila persone, secondo i dati sito web del Centro per la salute mentale dei veterani.
Ora il loro disagio sta pero' sempre piu' venendo allo scoperto, come dimostra anche il fatto che, dopo quelli di Oakland, pure gli indignati di New York hanno avuto l'esplicito sostegno dei reduci di guerra. Anche ieri, un folto gruppo di veterani ha marciato in divisa dalla 'Vietnam Veterans Plaza' fino al 'Financial District' protestando per l'eccessivo tasso di disoccupazione che colpisce i soldati al loro rientro in patria dai campi di battaglia.
"Per troppo tempo – hanno gridato – le nostre voci sono state zittite, soppresse e ignorate per favorire quelle di Wall Street, delle banche e delle corporazioni. Per dieci anni abbiamo combattuto e contribuito ad arricchire l'1% della popolazione".
Ancora piu' indicativa della gravita' del fenomeno e' la precisazione contenuta nel rapporto, secondo cui gli americani che hanno servito nelle forze armate sono l'uno per cento della popolazione totale, ma il numero dei suicidi tra gli ex militari rappresenta il 20 per cento del totale negli Stati Uniti.
