USA, AUSTIN – Scott Panetti per ora non morira’. Una Corte d’appello ha sospeso l’iniezione letale del malato di mente che alle 18 di mercoledi in Texas sarebbe dovuto finire sul lettino del boia. Le autorità dello stato in testa a numero esecuzioni negli Stati Uniti hanno fatto sapere che “non ci sono ragioni per contestare la decisione con un ulteriore ricorso”.
La Corte d’Appello aveva chiesto infatti tempo “per esaminare materiale legale complesso e arrivato in extremis”. Questo non significa che Panetti non finirà sul lettino della morte ma, come ha confermato l’ufficio dell’Attorney General del Texas, questo non succeder subito. Il detenuto aveva già ricevuto una volta, nel 2007, un rinvio in extremis dell’esecuzione: era successo allora a 24 ore dall’iniezione letale. Stavolta mancavano poche ore quando, in seguito alla richiesta dei suoi legali di una nuova perizia psichiatrica, i giudici d’appello hanno fermato la procedura.
Panetti, del Wisconsin, 56 anni e’ stato condannato a morte nel 1995 per aver ucciso, davanti alla ex moglie e alla figlia, i genitori di lei. Un brutale omicidio a cui era seguito un breve sequestro delle due sopravvissute. L’uomo aveva già avuto gravi problemi psichiatrici prima del delitto: una diagnosi di schizofrenia a 20 anni, poi una serie di ricoveri in strutture specializzate per malattia mentale.
Negli Stati Uniti le esecuzioni di minorati mentali sono state proibite nel 2002 dalla Corte Suprema, mentre per i malati di mente la situazione e’ ancora ambigua: la stessa Corte di Washington finora le ha ammesse sempre che il condannato sia in grado di intendere “razionalmente” perche’ e’ finito nel braccio della morte. Cosa che sembra discutibile per Panetti che al processo si e’ difeso da se’ chiedendo di chiamare a testimoni il papa, Gesu’ Cristo e JFK e che sostiene che la sua condanna e’ frutto dell’eterna lotta tra “angeli e forze della luce” e i “demoni e le forze delle tenebre”.