RALEIGH, STATI UNITI – Un giudice della Carolina del Nord ha deciso di risparmiare ad un afroamericano la pena capitale affermando che la discriminazione razziale ha avuto un ruolo predominante nella condanna di Marcus Robinson, detenuto nel braccio della morte per aver ucciso un adolescente bianco nel 1991.
Robinson e’ stato graziato dal giudice Greg Weeks della Corte Suprema della contea di Cumberland, che ha tramutato la pena capitale con il carcere a vita, senza possibilita’ per il prigioniero di godere della liberta’ condizionata.
La motivazione – secondo quanto riferito dai media americani – e’ basata sul Racial Justice Act, una legge del 2009 che nella Carolina del Nord consente di tramutare la condanna a morte in ergastolo se si presentano in tribunale prove di pregiudizi razziali da parte della corte. La Carolina del Nord è uno stato sudista dove i rapporti tra bianchi e neri, a tutt’oggi, non sono dei migliori.
La legge è stata applicata nel caso Robinson dopo che uno studio dell’Universita’ del Michigan ha accertato che i pubblici ministeri avevano intenzionalmente escluso giurati neri al processo. “Questa norma e’ una pietra miliare nella riforma delle sentenze capitali della Nord Carolina”, ha detto il giudice Weeks.
I sostenitori del Racial Justice Act ritengono infatti che il razzismo e’ stato la causa di molte esecuzioni ingiuste, in uno stato dove attualmente ci sono 157 persone condannate a morte, di cui oltre la meta’ sono neri. Robinson, che ha 38 anni, uccise il diciassettenne Erib Torbblom nel 1991 durante una rapina