WASHINGTON, 30 LUG – Prima era solo qualche hippy vegetariano, un po' stagionato, a nutrirsi del verde di Central Park. Oggi, pero', con la crisi galoppante, sono in tanti a cercare sostentamento nelle piante che crescono al centro di New York. Un fenomeno in triste crescita, a cui le autorita' cittadine hanno dichiarato guerra, e che conquista la prima pagina del New York Times, con un pezzo dal titolo agro-dolce: ''La citta' dice: 'goditi il verde del parco, ma non l'insalata'''.
Con le difficolta' a trovare lavoro, e i prezzi sempre piu' cari, sono in tanti, tra nuovi poveri e giovani immigranti, a sbarcare il lunario nutrendosi anche di quello che il Parco puo' offrire gratis, dalle verdure selvatiche alle bacche tra gli arbusti. E mentre gli Usa tornano sull'orlo di una nuova recessione, questa notizia rievoca lo spettro di 'Hoover Park', com'era chiamata la zona del parco newyorchese, dove durante la Grande Depressione del '29, si accamparono a migliaia, dopo aver perso tutto, lavoro e casa. In altri posti d'America, queste baracche presero il nome di Hooverville, un termine coniato da un democratico, Charles Michelson, per attaccare il presidente repubblicano, Herbert Hoover e le sue politiche anti-sociali.
Ora la battaglia per difendere il verde pubblico assume a tratti risvolti a meta' tra il comico e il drammatico: ''Se la gente continua a farsi l'insalata con le nostre piante – racconta Maria Hernandez, direttrice della Central Park Conservancy – finiremo per non avere piu' scoiattoli''. Ma le piante non sono gli unici obbiettivi di chi cerca di sopravvivere con quello che offre gratis la citta': a Brooklyn, a Prospect Park, la settimana scorsa alcuni ranger hanno multato due persone che 'pescavano illegalmente' nel laghetto. Da tempo avevano ricevuto in quella zona molte segnalazioni di cattura di pesci e perfino di tartarughe.
Ma a parte casi isolati, le autorita' per ora sono piu' concentrati nella prevenzione, piuttosto che nella repressione. ''Siamo impegnati a difendere un corretto utilizzo del parco – spiega Sarah Aucoin, direttrice dei ranger di New York – per la semplice ragione che se tutti cominciamo a mangiare bacche o tagliare e raccogliere le piante, finisce che il parco verra' distrutto''.
