Usa. Polizia usa mini-drones contro criminali, ma la gente teme per sua privacy

NEW YORK, STATI UNITI -Negli Stati Uniti, dopo l’attacco alle Torri Gemelle, come tutti sanno la sicurezza è diventata una priorità senza deroghe. Ma ora sembra che le autorità stiano esagerando.

Negli ultimi tempi infatti la polizia americana sta ricorrendo in modo sempre piu’ frequente a mini-droni per pedinare e catturare i criminali. Somigliano a modellini di elicotteri, ma sono supertecnologici.

Molto piu’ piccoli degli aerei senza pilota utilizzati per uccidere i terroristi a migliaia di chilometri di distanza dagli Stati Uniti, non trasportano missili ma semplici mini-telecamere con cui seguono inesorabilmente dall’alto i movimenti degli indiziati, inclsi potenziali folli autori di stragi, che negli States accadono con sconvolgente frequenza.

Un vero boom che pero’ sta provocando un’ondata di proteste: come scrive il New York Times in prima pagina, tantissime citta’ si stanno sollevando contro questi aggeggi, che com’e’ evidente minacciano ogni diritto alla privacy. E c’e’ chi, con quelle macchinette nel cielo che vedono tutto, apertamente parla di ‘Grande Fratello’. Tante organizzazioni a difesa dei diritti dei cittadini sinora hanno protestato contro l’eccessiva diffusione di radar contro l’eccessiva velocita’ in auto e le telecamere fisse presenti ormai in quasi ogni angolo sensibile per la sicurezza delle citta’. Ma i mini-droni sono peggio.

Ora l’indignazione e’ aumentata, giacchè i controlli vengono fatti con macchine teleguidate che possono seguire la gente ovunque e contro cui non c’e’ possibilità di scampo. Il tema e’ sempre lo stesso, un po’ come capita con le intercettazioni telefoniche: assicurare una forma di controllo quanto piu’ responsabile da parte delle autorita’ sul fatto che le immagini registrate dai mini-droni relative a indagini su presunti criminali non invadano la sfera privata dei cittadini onesti.

Alcune citta’, tra cui Charlottesville, Virginia, hanno detto no a questo tipo di indagini ed e’ stato proibito alla polizia locale di usare in dibattimento le prove ottenute con questi controversi elicotterini. Sit in anche nella progressista Seattle, stato di Washington, tanto che il Dipartimento di Polizia e’ stato costretto a rimandare indietro al venditore due di questi piccoli droni appena comprati e mai utilizzati.

E la protesta ‘anti-droni’ sbarca anche su Twitter, con l’hashtag, la parola chiave, @N.O.M.B.Y., un acronimo che sta per ‘Not Over My Back Yard’, una frase che fa il verso a una famosa formula (Non Nel Mio Giardino) usata per attaccare il movimento ambientalista.

La vicenda, come c’era da aspettarsi, e’ arrivata anche al Congresso degli Stati Uniti: alcuni parlamentari hanno presentato una proposta di legge per proibire il ricorso ai mini-droni nella ‘sorveglianza di individui e di proprieta” senza un mandato specifico del giudice.

Ma la polizia insiste: questa nuova tecnologia, spiega, e’ utilissima per rintracciare esplosivi, risolvere rapimenti e organizzare soccorsi di fronte a disastri naturali. E la sicurezza di tutti, in quello che e’ ormai diventato un mantra delle autorita’ americane dopo le Torri Gemelle, val bene un po’ di privacy in meno.

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lgermini