NEW YORK – Un gruppo di soldati americani e afghani si riunisce in un bar intorno a fumanti tazze di te'. Improvvisamente compare davanti a loro un attentatore sucida imbottito di esplosivo, intorno scoppia il caos e i cecchini iniziano a sparare dai tetti: non siamo nel Paese mediorientale, ma nella base militare di Fort Polk, nel centro della Louisiana, dove e' stata creata una sorta di Afghanistan in miniatura.
Le truppe statunitensi cominciano a volgere lo sguardo verso l'obiettivo del ritiro dal territorio entro la fine del 2014, e hanno ideato un campo di allenamento per studiare come permettere alle forze interne di essere pronte a difendere il loro Paese dai talebani.
Nel finto villaggio di Fort Polk, tra moschee ed edifici in mattoni, vengono effettuate anche le 'shura', riunioni tra i capi della cittadina, durante le quali gli americani erano soliti condurre la discussione, e qui invece imparano a rimanere in secondo piano dando soltanto consigli sporadici.
Tra di loro ci sono il tenente colonnello Mark Shmitt e il colonnello Michael Kasales, gia' istruttore nei Balcani e in Iraq, che presto si recheranno in Afghanistan alla testa di uno dei 50 gruppi di addestramento dell'esercito. I due militari sono tra i primi ad effettuare il corso di formazione in Louisiana, simulando problemi di sicurezza e di corruzione, uccisioni e presunti atti terroristici da contrastare.
Insomma una perfetta riproduzione delle situazioni che dovranno affrontare quando ai primi di aprile inizieranno il loro periodo di nove mesi a Kandahar, per consigliare ed istruire le forze afghane su come comportarsi durante le operazioni di combattimento, di logistica e di polizia, fino alle cure mediche da prestare alla popolazione.