
USA, NEW YORK – Outing postumo per Robert De Niro Senior, il padre di Robert De Niro, un pittore noto soprattutto dopo la morte, che era gay e “ne soffriva molto”, ha rivelato l’ex “Toro Scatenato” in una intervista-confessione in vista dell’uscita di un documentario televisivo. “Mio padre viveva in modo conflittuale la sua omosessualità ”, ha detto il divo di Taxi Driver alla rivista gay Out: “E come poteva essere altrimenti? Essendo di quella generazione, e specialmente a Syracuse, una piccola città dello stato di New York”.
Il documentario “Remembering the artist Robert De Niro Sr.” uscirà il 9 giugno: esplora la vita di un pittore e scultore che gravitava nell’ambiente degli artisti più famosi del tempo ma che non riuscì mai a sfondare e a un certo punto finì homeless sui marciapiedi di Parigi. De Niro Senior divorziò dalla moglie quando Robert era piccolo. Madre e figlio vissero assieme a Manhattan mentre il padre andava per la sua strada. “Io non mi ero accorto che fosse gay. E adesso vorrei che avessimo parlato di più della sua omosessualità . Ma mia madre non voleva parlare di nulla in generale e quando hai una certa età queste cose non ti interessano”, ha rivelato il 70enne attore.
Il documentario su Robert De Niro Senior, un espressionista astratto attivo a Soho allo stesso tempo di Jackson Pollock, Willem De Kooning, Andy Warhol and Mark Rothko, andrà in onda su Hbo. “Con papà non eravamo vicini. Non avevamo quel legame padre-figlio da giocare a baseball assieme, ma c’era sicuramente un legame”, ha detto l’attore. De Niro ha rivelato che ha deciso di fare il documentario, un omaggio all’uomo i cui quadri sono appesi alle pareti del suo studio di Tribeca, in parte per farlo conoscere ai suoi figli.
De Niro senior è morto a 71 anni di cancro nel 1993 e negli ultimi anni visse apertamente la sua omosessualità . “Non fu un padre cattivo, o un padre assente. Mi adorava. Come io con i miei sei figli”. Nel documentario l’attore legge brani dei diari paterni in cui l’artista descrive come una “afflizione” il suo essere gay. “Ma anche questo fa parte della sua eredità . L’importante è non nascondere niente. La cosa più importante è la verità . Avrei dovuto fare il documentario dieci anni fa, ma sono contento di averlo fatto adesso”.
