SAN FRANCISCO, STATI UNITI – San Francisco è probabilmente la più bella, e stramba, città della California settentrionale. E’ vero che ci piove con una frequenza simile a quella londinese e che a volte la comunità gay – la più numerosa che in qualsiasi altra città d’America – organizza bizzarrie che infastidiscono i cittadini straight, ovvero quelli (non molti) che gay non sono. Sta di fatto che tutti vogliono viverci, e in particolare i giovani.
Ma c’è un problema: non tutti se lo possono permettere, per via degli affitti che rasentano quelli newyorchesi. La citta’ californiana ha dato cosi’ il via libera a un piano per la costruzione di micro-appartamenti che per metratura saranno i piu’ piccoli dell’intera nazione.
In tutto 22 metri quadrati, appena il doppio della cella di un carcere, bagno, cucina, letto rientrante e armadio compreso. I ‘micro-flats’, e’ inevitabile, non potranno essere occupati da piu’ di due persone, ma il progetto pilota mira a creare opzioni per tutte le tasche in un mercato della casa dai costi proibitivi.
San Francisco gia’ consente la costruzione di micro-appartamenti da 29 metri quadrati di superficie. Ma il consigliere comunale Scott Wiener, un democratico apertamente gay che rappresenta il distretto omosessuale del Castro, ha sostenuto la nuova iniziativa nella speranza che i mini-locali possano affittare per 1.200-1.500 dollari al mese: un affarone, in confronto alla media del canone per uno ‘studio apartment’ che a San Francisco oscilla sui 2.000 dollari e passa.
”Dobbiamo essere creativi e flessibili”, ha detto Wiener, lo stesso consigliere che ha di recente ottenuto il bando del nudismo in pubblico (chiunque poteva andare in giro nudo come un verme nelle strade della città). La sua proposta e’ stata approvata con un voto di dieci a uno. Contrarie inizialmente le associazioni degli inquilini secondo cui i mini-appartamenti ”dalle dimensioni di una scatola da scarpe” non serviranno a venire incontro ai bisogni delle famiglie e cementeranno la reputazione della citta’ del Golden Gate come parco di divertimento esclusivo per giovani single, naturalmente gay.
L’iniziativa di San Francisco è simile a quella di New York, dove il sindaco Michael Bloomberg in luglio ha lanciato un concorso per architetti chiamati a progettare ‘micro-unita’ di un massimo di 25-28 metri quadrati. Oltre a essere accoglienti, comodi e intimi, dotati di bagno e cucina, zona letto e zona pranzo i mini-appartamenti newyorchesi dovranno avere ”un sostanziale accesso all’aria e alla luce, per creare un senso di apertura”, si legge nel bando del concorso che prevede la realizzazione di un intero edificio nella zona di Kips Bay, a nord dell’East Village.
Come sempre Bloomberg va per la sua strada, perchè per legge finora gli appartamenti di New York devono essere di almeno 37 metri quadrati, una reggia.
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