NEW YORK, 13 DIC – Una volta era per lo piu' la disciplina, ora e' invece soprattutto 'una questione di sangue', almeno ufficialmente: sempre piu' indiani d'America vengono espulsi dalle loro tribu', in particolare in California, perche' secondo i loro consigli tribali non hanno la giusta ''discendenza''. Molti pero' non ci stanno', e accusano: e' per via dei soldi dei casino', che da anni fioriscono nelle riserve indiane, come compensazione dei massacri subiti durante la conquista dell'Ovest.
E' il caso di Nancy Dondero e di circa 50 suoi parenti – citato oggi ad esempio dal New York Times – che sono stati espulsi dalla tribu' dei Chukchansi, proprietaria di un casino' nella Sierra Nevada e ora ridotta a meno di mille membri, dopo averne espulsi oltre 400. In California ci sono oltre 60 casino' indiani, che l'anno scorso hanno avuto un giro d'affari di circa sette miliardi di dollari. In questo quadro, secondo quanto affermano diversi critici e studiosi del fenomeno, molti consigli tribali hanno consolidato la loro autorita', garantita da leggi federali, assottigliando le loro tribu', in modo da garantirsi proventi più elevati.
Per coloro che vengono espulsi l'impatto economico puo' essere molto forte. Alcune tribu' proprietarie di case da gioco distribuiscono ogni mese ai loro membri assegni anche superiori ai 15 mila dollari e pagano rette scolastiche ai bambini e anche le spese per le abitazioni.
I consigli tribali presi di mira negano con forza che le espulsioni, che non sono appellabili, siano dovute a motivi di potere o di denaro, ma rappresentanti di coloro che sono stati espulsi sostengono che e' ora che il Congresso fornisca ai tribunali federali o all'Ufficio per gli Affari indiani l'autorita' di gestire eventuali ricorsi.
Il Congresso pero' esita, apparentemente per evitare di interferire in questioni di appartenenza tribale.
L'avvocato Tony Cohen, che per trent'anni ha seguito cause di indiani in California (dove secondo i dati dello scorso anno ci sono circa 362 mila indiani) afferma di non vedere con favore ''il Congresso interferire sulla sovranita' indiana''. Tuttavia, aggiunge, ''non mi piace neanche vedere che a governi tribali sia consentito di essere, in sostanza, dittatori''.
Citando una decisione della Corte Suprema del 1978, l'Ufficio per gli affari indiani afferma che i governi tribali sono di fatto i soli ad avere l'autorita' per determinare l'appartenenza alle loro tribu'.
Kevin Bearquiver, vice direttore dell'Ufficio per la regione del Pacifico, afferma che ''le tribu' hanno storicamente la possibilita' di espellere le persone''. E senza tolleranza, perche', afferma, ''la tolleranza e' una cosa europea che e' stata portata nel Paese''.
