WASHINGTON, STATI UNITI – Il potente senatore repubblicano John McCain chiede che gli Stati Uniti sospendano gli aiuti militari all’Egitto, ”perche’ l’esercito ha annullato il voto degli egiziani”. Ma l’amministrazione Obama continua a tenere un basso profilo sull’Egitto, e a prendere tempo. In una foto diffusa dalla Casa Bianca, si puo’ vedere che il presidente Barack Obama ha riunito nella Situation Room il suo Consiglio per la Sicurezza Nazionale per fare il punto sulla situazione in Egitto.
Con lui c’erano i suoi suoi piu’ stretti collaboratori, tra cui il vice presidente Joe Biden e il segretario di Stato John Kerry. Poi Obama e’ andato a giocare a golf e quindi e’ partito per un soggiorno nella residenza presidenziale di Camp David. A sua volta, Kerry e’ stato fotografato sul suo yacht a Nantucket. Prontamente, i loro portavoce hanno fatto sapere che il presidente e il segretario di Stato vengono costantemente aggiornati su quanto accade in Egitto; ma comunque, scrive oggi il New York Times, stando a quanto emerge pubblicamente non sembra che l’amministrazione Obama veda la crisi al Cairo come un grande allarme.
Anche perche’, dopo aver ritenuto che il presidente espressione dei Fratelli Musulmani potesse essere un moderato con cui collaborare, specie dopo la crisi a Gaza di novembre, il presidente e’ stato poi deluso dalla sua politica autoritaria, mentre in molti a Washington considerano tutt’altro che una sventura il fatto che sia stato spodestato. Tuttavia, dietro le quinte l’amministrazione ha sollecitato l’esercito egiziano ad evitare di usare le maniere forti, hanno affermato due funzionari citati in forma anonima dall’agenzia Bloomberg, secondo cui esiste il timore che i militari vogliano regolare una volta per tutte i conti con i Fratelli Musulmani e la cosa potrebbe dare il via ad una nuova stagione di terrorismo internazionale.
Una eventualita’ di certo da non sottovalutare, considerato che i Fratelli Musulmani hanno inizialmente ispirato il giovane Osama bin Laden e l’attuale capo di al Qaida, Ayman al Zawahri, che peraltro e’ egiziano. Nel suo comunicato dopo la destituzione del presidente Morsi, Obama non ha mai citato la parola ”golpe”, pur affermando che, ”tenuto conto degli sviluppi in atto ho dato direttive alle agenzie e ai dipartimenti competenti di valutare le implicazioni di legge rispetto agli aiuti americani al governo egiziano”.
La legge pero’ e’ chiarissima nel vietare ”qualsiasi assistenza al governo di qualsiasi Paese il cui capo del governo debitamente eletto venga deposto da un colpo di stato militare” o da un golpe ”in cui i militari svolgano un ruolo decisivo”. Un elemento a cui fa riferimento il senatore McCain, ma non l’unico. ”Sono consapevole che l’esercito e’ l’unica istituzione stabile in Egitto e sospendendo gli aiuti rischiamo di creare altri problemi”, ma gli Stati Uniti, afferma McCain, che e’ stato candidato alla presidenza nel 2008, non possono ”ripetere gli errori del passato sostenendo la destituzione di un governo liberamente eletto”.