La storia è quella del serial killer americano Rodney Alcala. Accusato della morte di quattro donne e di una ragazza di 12 anni, il criminale americano torna a far parlare di sé. Tra gli oggetti appartenuti all’uomo la polizia americana ha ritrovato anche un centinaio di foto di donne e ragazzine non identificate che potrebbero essere state le vittime di Rodney Alcala, considerato uno dei serial killer più feroci nella storia degli Stati Uniti.
Rodney, conosciuto per la sua passione per la fotografia avrebbe immortalato duranti gli anni ’70 numerose ragazze che posavano gratuitamente per lui. Tra le modelle quattro donne scomparse proprio negli anni ’70 sono state riconosciute dai familiari.
Ufficialmente, Alcala è stato condannato a morte mediante iniezione letale per il selvaggio assassinio di una bambina di 12 anni, Robin Samsoe, e di altre quattro donne nella zona di Seattle e a New York. Ma secondo gli inquirenti, l’ex fotografo amatoriale e assiduo frequentatore di appuntamenti al buio avrebbe ucciso almeno 130 donne, per lo più a Los Angeles.
Egli stesso, oggi 66 anni, ha ammesso senza battere ciglio l’uccisione di 30 donne negli anni Settanta. Secondo gli agenti, Alcala – denominato “il serial killer degli appuntamenti” – avrebbe conservato le fotografie di molte donne, due delle quali ritratte dopo essere state uccise. Il procuratore generale Matt Murphy ha detto di ”voler trovare i nomi delle donne in queste fotografie. Hanno soltanto posato per un assassino seriale, o sono diventate vittime del sadico? Ha commesso atti di orrore inaudibili, è un mostro demoniaco che sa di essere in torto e non se ne cura”.
Secondo il detective Claiff Shepard, “é appena sotto Hitler e allo stesso livello di Ted Bundy”, altro serial killer del passato: “Ciò che Alcala ha fatto alle vittime non è umano, é bestiale”.