ANCHORAGE, STATI UNITI -Trentacinque viaggi in decine di Stati americani tra il 2004 ed il 2012 per pianificare futuri omicidi da compiere ”solo per il piacere di uccidere”. Armi, denaro e strumenti per smembrare i cadaveri delle nuove vittime sepolte in giro per l’Unione.
Si sta componendo in queste ore il macabro puzzle degli orrori compiuti dal serial killer Israel Keyes suicidatosi in una prigione di Anchorage in Alaska la scorsa settimana.
E l’immagine potrebbe rivelarsi quella di uno dei peggiori autori di assassini seriali della storia Usa. A rivelare i dettagli della vita di Keyes, 34 anni, arrestato lo scorso marzo per l’uccisione di una cameriera di 18 anni ripresa da una telecamera, sono gli stessi agenti dell’Fbi che stanno conducendo le indagini. Definendo il caso ”grosso ed esteso a livello nazionale”, gli ufficiali hanno chiesto anche l’aiuto del pubblico nell’identificare ulteriori possibili vittime dell’uomo.
Keyes ha confessato sette omicidi prima di togliersi la vita: assassini compiuti in ogni angolo d’America dallo stato di Washington a New York al Vermont forse anche alle Hawaii. Gli agenti hanno gia’ recuperato due grosse scatole sepolte nello stato di New York e in Alaska, contenenti armi e soldi per i futuri massacri. ”Keyes – hanno spiegato le autorita’ – non sembrava conoscesse le vittime, le sceglieva solo in base a criteri di praticita”’, per ucciderle e farla franca.
”Si tratta di crimini meticolosamente pianificati – hanno precisato – ogni omicidio era perfettamente organizzato”. Cosi’ e’ stato ad esempio il caso dell’uccisione di Lorraine e Bill Currier di Essex in Vermont,i coniugi massacrati lo scorso anno solo perche’ la loro vita era simile a quanto Keyes cercava: una coppia senza figli, senza cani, residente in una villa isolata, con garage e senza auto parcheggiate di fronte. La prima vittima di Keyes – secondo le ricostruzioni del’Fbi – sarebbe stata una ragazzina dell’Oregon, stuprata ma non uccisa: il killer allora era solo un teen-ager