NEW YORK, 27 FEB – ''E' sempre rimasto in silenzio'', per tutta la sparatoria, il ragazzo che oggi ha aperto il fuoco in una scuola nell'Ohio uccidendo uno studente e ferendone in maniera grave altri quattro.
Sono drammatiche le testimonianze degli studenti che questa mattina erano nella Chardon High School, alle porte di Cleveland, nel momento in cui un loro compagno ha sparato: descrivono scene di panico, terrore puro, ma anche di incredulita' e sorpresa.
Ma nella caffetteria della scuola dove si e' svolta la sparatoria la situazione si e' delineata sin da subito. Danny Komertz, 15 anni, ha raccontato di aver visto i suoi compagni rifugiarsi sotto i tavoli, proteggendosi il volto con le mani.
Komertz ha anche raccontato che il ragazzo che ha aperto il fuoco era noto come un emarginato, che aveva apparentemente subito anche episodi di bullismo. Al momento della sparatoria, ha detto, c'erano circa cento studenti nella caffetteria.
Uno di loro, Nate Mueller, ha raccontato di essere rimasto ferito a un orecchio. Era seduto a un tavolo assieme ad altri amici, che ha identificato con i nomi Russell King, Nick Walczak and Demetrius Hewlin, quando poco dopo le 07:30 e' arrivato il ragazzo che poi ha sparato, identificato da alcuni studenti con il nome di T.J. Lane.
Poco dopo ha sentito il primo sparo, e una fitta di dolore a un orecchio. A quel punto, gia' ''i miei amici stavano strisciando sul pavimento. Uno di loro era curvo sul tavolo, era stato colpito''. Poi, ha continuato, mi sono girato, e l'ho visto (l'aggressore), in piedi, con la pistola. E l'ho visto sparare''. Poi Mueller, che, come precisa Usa Today, ha un leggera ferita nella parte superiore dell'orecchio destro, e' fuggito all'aperto, s'e' nascosto dietro un'auto e ha chiamato la polizia.
Con il suo gruppo, alcuni anni fa frequentava il ragazzo che ha sparato, ma poi le loro strade si erano divise. Uno dei suoi amici, Russell, di recente aveva iniziato a frequentare una ex fidanzata del ragazzo che ha sparato, che, ha detto ancora, ''e' sempre rimasto in silenzio'', per tutto il tempo.
Altri ragazzi hanno raccontato che quando il preside dell' Istituto ha comunicato attraverso i sistemi di emergenza che la scuola era in allarme, molti studenti hanno pensato che fosse una normale esercitazione, come se ne fanno spesso in tutte le scuole americane per prepararsi a situazioni di pericolo, anche di questo tipo. Poi, vedendo molti compagni fuggire urlando e sentendo gli spari, hanno capito che non era un'esercitazione.