AUSTIN, STATI UNITI – Alla fine il governatore Rick Perry, ex candidato repubblicano alla presidenza, ha vinto: il Texas si appresta a diventare lo Stato con la legge anti-aborto piu’ severa degli Stati Uniti. Legge che vieta l’interruzione della gravidanza dopo 20 settimane e che pone limitazioni alle cliniche in cui si pratica. Una vittoria che molti osservatori vedono anche come una sfida al presidente Barack Obama, con i conservatori che dopo la sconfitta sulle nozze gay tentano una controffensiva sul terreno dei valori.
A dare il via libero definitivo alla legge anti-aborto e’ stato il Senato texano. Stavolta non e’ bastato il duro ostruzionismo dei democratici. E non e’ bastata la grinta di Wendy Davis, la senatrice che nel giugno scorso con un intervento di ben tredici ore pronunciato in scarpe da ginnastica aveva fatto cadere in aula un precedente testo restrittivo, diventando l’eroina di chi difende il diritto all’aborto. La nuova legge e’ passata grazie anche a qualche defezione nelle fila dei democratici.
La tensione pero’ e’ alle stele. Subito dopo il voto in Senato si e’ scatenato un putiferio. Gran parte della folla dei sostenitori del diritto all’aborto radunatasi davanti al Senato, ad Austin, ha tentato di entrare nel palazzo. La polizia e’ stata costretta ad intervenire per allontanare i piu’ scalmanati. In aula, intanto, dalla tribuna riservata al pubblico e’ partita una durissima contestazione, con lancio di oggetti tra cui – come riporta lo Houston Chronicle – alcuni contenitori pieni addirittura di urine ed escrementi. “Oggi il Texas ha compiuto il passo finale nel suo storico sforzo di difendere la vita”, ha esultato Perry.
Ma gli avversari promettono battaglia e ricorsi legali contro una legge che ritengono illegittima. Il provvedimento prevede in particolare che non si possa piu’ ricorrere all’aborto allo scattare della ventesima settimana di gravidanza, tranne nei casi in cui e’ a rischio la vita della donna. Non solo. La nuova legge prevede una vera e propria stretta sulle cliniche specializzate in interruzioni della gravidanza: queste strutture, cosi’ come i loro medici, dovranno adeguarsi agli stessi standard di tutte le altre cliniche chirurgiche. Standard molto piu’ restrittivi, che prevedono anche come un medico debba essere sempre presente al momento della somministrazione di una pillola abortiva.
Per i sostenitori del provvedimento e’ un modo per rafforzare la protezione della salute delle donne; per chi si oppone e’ solamente una misura mirata a mettere in difficolta’ finanziaria molte cliniche, costringendole alla chiusura. Negli Stati Uniti l’aborto e’ legale dal 1973, quando la Corte Suprema con una sentenza che spacco’ il Paese in due disse si’ alla legge conosciuta col nome di ‘Roe contro Made’.
I singoli Stati hanno pero’ la facolta’ di varare leggi che stabiliscono le regole entro le quali l’aborto puo’ essere praticato. E il fronte degli Stati anti-abortisti si va sempre piu’ allargando: Ohio, Oklahoma, Kansas, Arizona, Wisconsin, Alabama, Mississippi hanno varato testi restrittivi. Anche se mai come quello del Texas, da oggi all’avanguardia nella lotta contro l’aborto.