Vertice Americhe. Scontri tra anticastristi e rappresentanti dell’Avana

Gli scontri a Panama City

PANAMA, PANAMA CITY – La stretta di mano fra Barack Obama e Raul Castro, il loro previsto incontro e il clima cordiale e diplomatico in cui si svolge il Vertice delle Americhe a Panama contrastano fortemente con la tensione fra i delegati cubani ufficiali e i rappresentanti degli oppositori che ha segnato il “foro della società civile”, sfociata anche in scontri e tafferugli.

La situazione è diventata talmente ingestibile che due delle commissioni del foro – “governabilità democratica” e “partecipazione cittadina” – non hanno potuto presentare un documento finale sul loro dibattito, mentre la delegazione ufficiale cubana ha disertato la sessione di chiusura per protestare contro la presenza di “mercenari pagati per sovvertire il nostro sistema”.

I rappresentanti dell’Avana, di fatto, avevano annunciato già mercoledi scorso che a Panama “non sarà legittimato nessun dialogo con la controrivoluzione”, giacchè considerano “inammissibile la presenza a di mercenari venduti ai nemici storici della nostra nazione”.

La tensione verbale fra pro e anti castristi è rapidamente diventata violenza: agli spintoni e agli insulti dei pro governativi contro gli oppositori davanti alla sede del foro, hanno fatto seguito i tafferugli registrati quando un gruppo di anticastristi ha voluto rendere omaggio a una statua di Josè Martì -eroe nazionale dell’isola – ed è stato circondato da militanti pro governativi.

Qui gli scontri sono stati più violenti: la polizia ha fermato 12 persone. Lo stesso presidente panamense, Juan Carlos Varela, è dovuto intervenire, denunciando che “settori del personale cubano” hanno dimostrato “un deficit di tolleranza e una volontà di provocazione”, e la delegazione Usa ha condannato “chi usa la violenza contro manifestanti pacifici”.

Così il “foro della società civile” si è chiuso senza alcun dialogo fra il governo dell’Avana e gli oppositori, mentre la stampa cubana celebra il “fallimento di una manovra per umiliare Cuba”. 14ymedio – la testata digitale della blogger dissidente Yoani Sanchez – sottolinea invece che “la ‘società civile’ governativa ha ammesso la sua sconfitta ritirandosi dal foro”.

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lgermini