IL CAIRO – L'ex rais Hosni Mubarak sapeva nel minimo dettaglio della repressione mortale dei manifestanti in piazza Tahrir al Cairo e in altre citta' egiziane. Lo riferisce il quotidiano al Akhbar, riportando quanto detto da Omar Soleiman, all'epoca potente capo dei servizi di intelligence egiziani e nominato dallo stesso Mubarak suo vicepresidente a pochi giorni dalla sua caduta, ai magistrati della procura. Mubarak, scrive il quotidiano, era al corrente di tutte le pallottole sparate, di tutti i ''martiri'' e di tutte le vittime durante le manifestazioni, ha detto Soleiman, che sottoponeva all'ex presidente i rapporti sull'uso di proiettili veri e in gomma per reprimere la rivolta popolare. Mubarak, ha sottolineato Soleiman, non ha ordinato di non sparare sui manifestanti. Mubarak e i suoi due figli, rinviati a giudizio per malversazione e guadagni illeciti, saranno processati dal tribunale penale del Cairo, riferisce l'agenzia Mena, secondo la quale l'ex rais e' stato informato della decisione nella sua stanza all'ospedale internazionale di Sharm el Sheikh, dove e' agli arresti dal 13 aprile. Il suo stato di salute e' stabile, ha confermato una fonte medica, anche se Mubarak continua ad essere in uno stato psicologico fragile.
