NEW YORK, 5 AGO – Migliaia di afghani che hanno lavorato per lo piu' come interpreti per militari o diplomatici americani in Afghanistan, spesso esponendosi a grandi rischi, sono costretti ad attendere anni, a volte invano, per ottenere un visto che gli consenta di emigrare negli Stati Uniti. Un'iniziativa per aumentare il numero dei visti per gli impiegati afghani, definito 'Programma per gli alleati afghani', in particolare rappresenta un fallimento. Sin da quando e' stato avviato nel 2009, riferisce oggi il New York Times, ad esso hanno fatto riferimento 2.300 persone, ma l'ambasciata americana a Kabul e' riuscita a portare a termine solo due delle richieste, di cui una e' stata respinta.
Gli Stati Uniti hanno aperto le porte a 25 mila iracheni in cinque anni. Per gli alleati afghani molto meno, 7.500.
