Yemen: bambini soldato contro Saleh

ROMA, 25 LUG – In un posto di blocco istituito recentemente ad ovest della capitale yemenita Sana'a, c'e' Walid, un ragazzo di 15 anni che indossa una divisa militare e tenta di mettere il suo fucile automatico, tipo AK 47, sulla spalla. Il fucile e' troppo lungo per la sua statura da adolescente. Un passante lo schernisce dicendo: ''Porta un fucile piu' grande di lui.''

Questa scena, purtroppo, si ripete spesso nelle varie citta' dello Yemen, dove sia l'esercito sia l'opposizione tentano di assoldare i ragazzi per combattere nelle loro file.

La poverta', secondo il sito di Middle East Online, costringe molti genitori a falsificare le carte di identita' dei loro figli pur di farli arruolare nell'esercito e garantire una modesta entrata alla famiglia. ''E' meglio – spiega Walid – lavorare per 25 mila riyal yemeniti (pari a 110 dollari) al mese, che rimanere a fare niente a casa.''

Walid – che e' stato assoldato dalla Prima Divisione Corazzata passata dalla parte degli oppositori per protesta contro l'uccisione di 15 dimostranti il 21 aprile scorso – e', secondo i sostenitori dei diritti dei bambini, uno dei tanti ragazzini arruolati sia da una parte che dall'altra per far fronte alla mancanza di soldati.

La campagna di arruolamento dei bambini-soldato ha aggravato la tensione nel paese sin dallo scoppio delle proteste popolari contro il presidente Ali Abdullah Saleh iniziate nel febbraio scorso.

Le tre unita' militare operanti attualmente nello Yemen – ovvero le 'Guardie Repubblicane', le 'Forze della Sicurezza Centrale' (milizie governative) e la Prima Divisione Corazzata (filo-opposizione) – hanno arruolato, secondo il sito, un gran numero di minorenni, al di sotto dei 18 anni di eta'.

''Il fenomeno dei bambini-soldato – secondo Ahmad Al Khurshi, presidente della Ong Siaj per i diritti dei bambini – e' diventato piu' diffuso dopo la defezione della Prima Divisione Corazzata guidata da generale maggiore Ali Mohsen''. ''Non si sa con precisione – prosegue Al Khurshi – il numero dei bambini-soldato a causa del rifiuto dei due belligeranti di fornire dati certi, ma – precisa il presidente di Siaj – si calcola che siano diverse migliaia.''

''Durante recenti monitoraggi dei posti di blocco e di vari siti militari, abbiamo notato – spiega Al Khurshi – che i bambini-soldato che indossano le varie divise militari sono molto numerosi''. ''Nella citta' di Sa'ada, roccaforte degli Huthi, sciiti nel nord del Paese – conclude Al Khurshi – abbiamo notato che piu' della meta' dei combattenti nelle varie file era al di sotto di 18 anni di eta'.''

Secondo le stime di un rapporto Onu sui bambini-soldato 2011, il 20 per cento dei combattenti sciiti e il 15 per cento delle milizie tribali filo-governative sono bambini.

Gli sciiti del nord e le milizie tribali sono stati aggiunti quest'anno alla cosiddetta ''Lista della Vergogna'' redatta dal rapporto delle Nazioni Unite e composta da 57 gruppi armati nel mondo che reclutano i bambini e violano i loro diritti in tempi di guerra.

Le milizie yemenite – prosegue il rapporto – hanno dispiegato i ragazzi nei combattimenti affidando loro compiti logistici sulla linea del fronte, mentre alle ragazze – che vengono anch'esse assoldate dopo un matrimonio forzato con i miliziani- spettano i compiti di cucinare il cibo, portare munizioni e altre forniture.

In un rapporto pubblicato nell'aprile scorso, Human Rights Watch afferma di aver incontrato nei mesi precedenti, nella capitale Sana'a, decine di soldati armati di eta' inferiore ai 18 anni. Venti dei bambini-soldato incontrati dall'associazione hanno dichiarato di avere tra i 14 ed i 16 anni e di aver prestato servizio almeno per due anni nelle file della Prima Divisione Corazzata. Amnesty International ha affermato, dal canto suo, che le forze governative dello Yemen hanno assoldato bambini all'eta' di 14 anni. L'''arruolamento obbligatorio'' dei bambini, risale, secondo gli osservatori, all'inizio dei combattimenti sporadici tra il governo yemenita ed i ribelli sciiti nella citta' di Sa'ada nel 2004.

La relazione delle Nazioni Unite pubblicata l'anno scorso, segnala l'uccisione in combattimento di 45 bambini-soldato ed il ferimento di altri 55, 24 dei quali con gravi conseguenze.

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Alberto Francavilla