BEIRUT 29 MAG Il contestato pres – BEIRUT, 29 MAG – Il contestato presidente yemenita
Ali Abdallah Saleh, al potere da 33 anni e in crisi di
legittimita' in seguito a manifestazioni in corso ormai da
quattro mesi nel Paese e' stato oggi accusato da alcuni generali
dissidenti dell'esercito di aver consegnato una localita' nel
sud del Paese a ''gruppi armati'' per ''agitare il fantasma di
al Qaida'' e conservare l'appoggio degli Stati Unuti nella
cosiddetta lotta al terrorismo.
Negli scontri di Zinjibar, cittadina nella provincia
meridionale di Abyan, segnalata da tempo come covo di alcune
cellule di al Qaida nella Penisola araba (Aqap), sarebbero morte
secondo fonti ospedaliere locali 23 persone, 5 delle quali
civili e le restanti 18 tra soldati governativi e presunti
miliziani di al Qaida.
Questi hanno preso il controllo di Zinjibar stamani, mentre
nella capitale, dopo cinque giorni di combattimenti tra forze
fedeli al presidente Saleh e miliziani di una tribu' alleata
dell'opposizione, la tensione rimane nonostante l'ipotesi
dell'accordo per un cessate il fuoco che prevede anche
l'evacuazione da parte delle milizie tribali di alcuni edifici
pubblici occupati all'inizio della settimana.
Rimane ancora sconosciuta la sorte dei tre operatori
umanitari francesi scomparsi da ieri da una regione nel sud-est
dello Yemen. L'ipotesi piu' accreditata dalle autorita' di
Parigi e' quella del rapimento. Alcuni analisti non escludono
che la sparizione di civili stranieri, cosi' come il pericolo al
Qaida e quello di una guerra civile, potrebbe rientrare nella
strategia del rais Saleh, mirante a dimostrare che una sua
deposizione porterebbe soltanto il caos e nuocerebbe agli
interessi occidentali nel Paese.
In questo contesto s'inseriscono le dichiarazioni di alcuni
generali dell'esercito yemenita che accusano Saleh di aver
''consegnato Zinjibar a miliziani armati'' presunti affiliati di
al Qaida e di voler ''dividere le forze armate''.
Domenica scorsa il presidente si era rifiutato, per
l'ennesima volta all'ultimo momento, di firmare l'accordo gia'
siglato dall'opposizione con la mediazione dei Paesi del Golfo
filo-occidentali, per una sua uscita di scena in cambio
dell'immunita' per lui e per la sua famiglia. Il nuovo rifiuto
aveva scatenato l'offensiva a Sanaa delle milizie tribali
dissidenti.
