
USA, NEW YORK – L’ostaggio americano di al Qaeda in Yemen, Luke Somers, รจ morto nel corso di un raid per tentare di liberarlo. Lo riferisce il New York Times citando fonti ufficiali americane.
Nel video diffuso giovedi’ da al Qaeda, Somers aveva affermato “la mia vita e’ in pericolo”, mentre il leader di al Qaeda nella penisola araba (Aqap), Nasser bin Ali al-Ansi, aveva concesso solo tre giorni di tempo al presidente Barack Obama affinche’ soddisfasse le sue richieste. Si tratta di domande che nel filmato non vengono precisate, ma che Obama, afferma al Ansi, “conosce bene”.
Il fratello di Luke Somers, Jordan, in un video appello assieme alla madre aveva sottolineato che “Luke รจ solo un fotoreporter, non รจ responsabile per nessuna delle azioni intraprese dal governo Usa” e, in particolare, la sua famiglia “non era a conoscenza del tentativo di liberarlo” condotto dalle forze speciali Usa e yemenite. Un tentativo che risale al 25 novembre e che ha fatto infuriare i leader di Aqap.
I Navy Seal, assieme ad unita’ speciali yemenite, hanno compiuto il blitz di notte, facendo irruzione nella grotta non lontano dal confine saudita dove erano detenuti diversi ostaggi: in uno scontro a fuoco hanno ucciso almeno sette carcerieri di al Qaeda, e hanno poi liberato otto ostaggi, sei yemeniti, un saudita e un etiope.
Ma Somers non era piu’ li’, era stato spostato dai rapitori un paio di giorni prima assieme ad altri ostaggi, tra cui un britannico e un sudafricano, secondo quanto hanno detto fonti yemenite. E a far aumentare la tensione, giovedi’, riferisce il New York Times, e’ stato poi ritrovato il corpo di un ostaggio yemenita di nome Rashid al Habishi, che si ritiene sia stato detenuto assieme a Somers.
Probabilmente, scrive il giornale, si tratta di una indicazione che al Qaeda sta adottando una linea piu’ radicale, dopo essersi notevolmente distaccata negli ultimi anni dalla pratica delle ‘esecuzioni’ degli ostaggi, preferendo ampliamente negoziarne il rilascio dietro pagamento di riscatto.
Grazie ai sequestri di persona al Qaeda ha incassato sin dal 2008 almeno 125 milioni di dollari, secondo i dati di un’indagine condotta dal Nyt. Il problema per Somers – che e’ nato in Inghilterra ma e’ cittadino americano – era che ne’ gli Stati Uniti ne’ la Gran Bretagna intendono pagare riscatti ai rapitori.
