IL CAIRO – Con la nomina di Ayman al Zawahri alla guida di Al Qaida non cambierà nulla sia nella strategia dell'organizzazione terroristica sia nella sua capacità di influire in Egitto, suo paese di origine. E' quanto ha affermato all'Ansa Abdel Moeti Bayoumi, dell'accademia delle ricerche islamiche di Al Azhar.
''Poco importa se alla testa dell'organizzazione ci sia un egiziano o no perché per loro quello che importa sono le idee e lo spirito. Le loro idee sono terrificanti e possono contare su pachistani e somali per le loro operazioni'', ha affermato il ricercatore del più prestigioso centro islamico sunnita, secondo il quale ''la tattica di Al Qaida non cambierà col cambio al vertice''.
''Zawahri era sempre sulla scena, anche quando Bin Laden era vivo, perché era estenuato dalla malattia e braccato dagli americani'', ha spiegato.
A giudizio di Bayoumi il fatto che la guida dell'organizzazione terroristica sia stata affidata ad un egiziano non avrà effetti nemmeno nel suo paese d'origine. ''Non credo ci saranno ripercussioni sull'Egitto di ora. Forse avrebbe potuto averne col vecchio regime, perché al Qaida avrebbe potuto approfittare della sua debolezza per infiltrarsi nel paese, ma ora la situazione è completamente diversa. Non ci sono più formazioni clandestine, tutto avviene alla luce del sole e questo clima di trasparenza ha permesso alla formazione di Jamaa Islamiya di uscire allo scoperto e presentarsi anche ai media'', ha osservato Bayoumi. ''Al Qaida non ha chance in Egitto'', ha concluso.
