Cedendo un po’ a una comprensibile autocelebrazione, il sito Dagospia.com pubblica alcune recensioni alla presentazione del monumentale e molto divertente libro Ultra Cafonal, versione aggiornata dello spietato ritratto fotograficodell’Italia di oggi, Cafonal, uscito alcuni anni fa.
Con l’abilità di chi sa nascondere la vanità dell’animo umano dietro una tenda di auto ironia, Dagospia apre con una lettera di Giampiero Mughini, che alterna lode a critica e ironia: La presentazione peccava mica poco di vanteria e straorgoglio del proprio lavoro, con una punta di cafonal. Sembrava la presentazione dell’Encyclopédie da parte della squadra degli illuministi: vi siete fatti prendere la mano dal vostro successo e questo non è mai una buona cosa”.
Agitando idealmente il dito come a scuola,Mughini aggiunge: “Questi libri-album […] non sono documenti epocali, sono il brogliaccio del lavoro fotografico estratto da quel vostro prodigioso lavoro giornalistico quotidiano in cui ora per ora individuate, trascegliete e mettete in rilievo gli aspetti rilevanti della commedia massmediatica, quella commedia in cui sembta che tutti scrivano pur di far divertire (o inorridire) i lettori di Dagospia”.
La carezza finale: “Su Dagospia ci vado quattro o cinque volte al giorno e sempre ci trovo cibi freschi e ben impacchettati. Le foto “cafonal” sono la minima cosa, mettono un po’ di sapore, evidenziano se del caso belle gambe e le gambe femminili sono una delle prove dell’esistenza di Dio. […] Se è per questo, Longanesi quelle foto le metteva mezzo secolo fa. E comunque, evviva “Dagospia”, istituzione centrale del giornalismo contemporaneo…”.
