Abi "congela" le dimissioni. Chiesto incontro col governo

ROMA – L'Abi sostiene la linea del presidente Giuseppe Mussari e 'congela' le dimissioni annunciate dal comitato di presidenza lo scorso 1 marzo dopo la norma 'azzera commissioni' varata dal Senato, fino a quando l'emendamento verra' cambiato. Il presidente intanto cerca un sostegno dalle forze politiche in una serie di incontri con Pdl, Pd e Udc da cui ''si intravedono delle possibili soluzioni' e da cui emerge un clima migliore e chiede ora un confronto con il governo. Dall'Udc Mussari incassa cosi' un appoggio esplicito.

Per Casini: ''la norma e' sbagliata e va rimossa'' mentre il Pd chiede un decreto che riguardi solo le commissioni. Secondo il segretario del Pdl Angelino Alfano ''il tema non ci appassiona'' e rimanda cosi' al governo. Alfano avanza cosi' alle banche 5 richieste per far ripartire al paese ma promette un impegno per cambiare le norme di Basilea3 che frenano l'erogazione del credito.

Mussari non si esprime cosi' sui tempi e modalita' della soluzione della vicenda (sul tavolo restano ancora diverse opzioni dal decreto del governo alla modifica parlamentare) pero' si dice soddisfatto di come si sia avviato ''un confronto'' con le forze politiche sul ''ruolo del sistema bancario'', su ''cosa abbiamo fatto e cosa facciamo''. Una linea che anche l'ad di Unicredit Ghizzoni aveva espresso in mattinata ricordando come le banche sono private e non possono lavorare in un clima di ''diffidenza e a volte di ostilita'' con prezzi amministrati dallo Stato.

Per questo l'Abi si attende, ''nel rispetto del Parlamento'' che la norma trasformi il divieto delle commissioni in sanzione per chi non le applica secondo i principi della trasparenza. La mossa clamorosa del comitato di presidenza di dimettersi viene cosi' ufficialmente approvata dopo il sostegno ufficioso emerso subito dopo la decisione lo scorso 1 marzo.

Nella riunione congiunta comitato esecutivo-consiglio Abi, secondo diverse fonti, tutti i banchieri si sono dimostrati compatti senza incrinature per contrastare una norma che, come ricorda il vicepresidente Antonio Patuelli, oltretutto non ha la copertura finanziaria del mancato gettito per lo Stato derivante dall'abolizione delle commissioni.

Ai politici che chiedono di non far mancare il sostegno a famiglie e imprese le banche ricordano cosi' come la frenata del credito registrata negli ultimi mesi del 2011 sia dovuta a circostanze oggettive: in primis la discesa della domanda a causa della recessione economica e quindi le diverse norme regolamentari: Basilea3, Eba, liquidita' che si sono sommate al blocco dell'interbancario e del mercato delle emissioni e agli spread elevati. Una situazione che ora sembra migliorare gradualmente.

''Le banche non hanno smesso di fare il loro mestiere'' ha ripetuto Mussari che non si sbilancia a rispondere se le banche dovranno concedere alla politica, in cambio della modifica della norma, impegni precisi sulla concessione del credito.

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Daniela Lauria