ROMA – Attribuire alla cancellazione dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori la possibilita' di far calare lo spread di 200 punti ''e' chiedere troppo''. Il varo della riforma del lavoro in Spagna, che ha molte similitudini con l'Italia, ha invece portato ''sei miseri punti''. Ad affermarlo in un'analisi sono Francesca Fazio ed Emanuele Massagli, due economisti di Adapt, l'associazione studi italiani e comparati del diritto del lavoro fondata da Marco Biagi.
Secondo i due ''la riforma del mercato del lavoro italiano e, in particolare, l'eventuale cancellazione dell'art.18, rappresenta sicuramente un cambiamento importate in grado di condizionare i mercati: tuttavia attribuire la discesa di 200 punti base allo spread all'intervento sull'art.18 pare eccessivo''. Quindi – sostengono i due economisti – ''chi spaccia il superamento dell'art.18 come la medicina contro tutti i mali economici mente sapendo di mentire e anche gli indicatori di borsa chiaramente dimostrano la ben piu' vasta complessita' di questo momento italiano ed europeo''.
I due economisti spiegano che ''sicuramente i mercati finanziari guardano alla Spagna con minore preoccupazione rispetto a novembre dello scorso anno''. Per quanto riguarda l'Italia ''il superamento dell'art.18 probabilmente determinerebbe un abbassamento nel breve periodo dello spread, comunque gia' in discesa, poiche' i mercati ben accoglierebbero una riforma che, di fatto, e' da loro stessi chiesta all'Italia, oltre che dall'Europa''.
''Piu' in profondita', pero', cio' che sarebbe positivamente valutato dal mercato – spiegano i due giuslavoristi dell'Adapt – sarebbe innanzitutto la forza politica del Governo, capace di concludere una riforma mai chiusa in precedenza (se ne parla ormai da oltre dieci anni!). Nel medio-lungo termine il differenziale Btp/Bund puo' essere garantito non tanto da una riforma singola, pur importante, quanto dall'equilibrio macroeconomico del Paese, del quale il mercato del lavoro e' un ingrediente primario, ma non unico''.
