BARI, 14 GIU – In Puglia continua l'onda lunga dei risultati del referendum: il Consiglio regionale ha approvato in serata a maggioranza (con 37 voti a favore, quelli del centrosinistra e di Mep, e 24 contrari, quelli del centrodestra e dell'Udc) il disegno di legge 'Governo e gestione del Servizio idrico integrato – Costituzione dell'Azienda pubblica regionale 'Acquedotto pugliese (Aqp)'. Prevede la trasformazione dell'Aqp da societa' per azioni (la maggioranza e' della Regione Puglia per l'87% circa e della Basilicata per circa il 13%) a ente pubblico.
Entusiasta il leader nazionale di Sinistra Ecologia e Liberta' e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che non ha dubbi: ''Rendere l'Acquedotto pugliese di proprieta' del popolo pugliese – afferma – credo sia il modo migliore di rispondere alla meravigliosa domanda di cambiamento e di difesa dei beni comuni che si e' espressa nei referendum''.
Aqp e' oggi una societa' per azioni della quale la Regione Puglia e' socio di maggioranza (87% circa) e la Basilicata di minoranza (13% circa). Divento' spa nel '98 con il governo D'Alema che voleva vendere le azioni dell'ex Ente Autonomo Acquedotto Pugliese all'Enel. Un progetto questo che venne fortemente contrastato dall'attuale ministro ai Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, che divento' governatore della Puglia nel 2000: un anno prima, nel '99, era stato firmato il decreto di trasformazione dell'ente in spa.
''Oggi – ha detto Vendola in aula – l'azionista unico e' pubblico ma resta una societa' per azioni che opera con le regole del diritto privato; allora noi vogliamo sgomberare il campo da qualunque ipoteca di privatizzazione e per questo stiamo mettendo in sicurezza il futuro Acquedotto Pugliese, trasformando la sua natura giuridica, rendendolo di proprieta' del popolo pugliese e ripubblicizzandolo: credo sia il modo migliore di rispondere alla meravigliosa domanda di cambiamento e di difesa dei beni comuni che si e' espressa nei referendum''.
''Siamo i primi in Italia – ha anche ricordato l'assessore regionale alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati – che legiferano sulla gestione pubblica del servizio idrico, dopo la consultazione referendaria. Queste sono battaglie che valgono una vita politica''.
Ma per il Pdl, ''la ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese e' incostituzionale''. ''La promessa di acqua gratis per tutti e' – secondo il capogruppo del Pdl, Rocco Palese – una vera e propria presa in giro'' dei pugliesi da parte di Vendola. E Palese ha ricordato, a supporto della tesi di incostituzionalita', che ''ad oggi sono ancora in vigore due leggi nazionali: il decreto legislativo del 1999 che sancisce la trasformazione dell'Ente Autonomo Acquedotto Pugliese in Societa' per azioni e la Legge finanziaria del 2002 con cui lo Stato, trasferendo le azioni di Aqp alle Regioni Puglia e Basilicata, vincolava il trasferimento alla privatizzazione dell'Acquedotto entro i 6 mesi successivi''.
Parole che non hanno scalfito le certezze del centrosinistra: ''si tratta – ha detto in aula il capogruppo del Pd, Antonio Decaro – di un cambiamento che, insieme alla neonata Autorita' idrica che affida ai sindaci il controllo della qualita' e delle tariffe dell'acqua, stabilisce una volta per tutte che l'acqua non si tocca''.
In aula dura anche la posizione dell'Udc: e' una ''legge demagogica'', ha detto il capogruppo, Salvatore Negro. ''Non garantisce realmente – ha aggiunto – un minimo vitale ai soggetti meno abbienti, considerato che tale garanzia e' subordinata agli avanzi di gestione dell'Azienda che nessuno puo' determinare con certezza''. Altra questione, secondo l'Udc, riguarda la sottrazione di quote di cofinanziamento regionale di diversi progetti relativi a programmi comunitari, in particolare nei settori dei trasporti e dell'assistenza tecnica all' attuazione del programmo operativo Fesr 2007-2013, per acquisire le quote societarie della Regione Basilicata che ammontano a 12,5 milioni di Euro''.
Una legge, insomma che, come ha sottolineato il vicecapogruppo dell'Udc, Eupeprio Curto, ''e' infarcita di contraddizioni''. E a questo proposito l'Udc avverte: il consiglio regionale ''e' stato impegnato su un provvedimento che, a Dio piacendo, entrera' in vigore solo dopo il 2018, ma 12milioni e mezzo di euro alla Basilicata la Puglia li dara' subito''.
