ROMA – Ammontano a 690 gli esuberi di Alitalia con un risparmio per circa 30 milioni di euro. E’ quanto prevede il piano industriale illustrato ai sindacati. Nello specifico gli esuberi riguarderebbero 300 assistenti di volo, 300 dipendenti dello staff di terra e 90 nella manutenzione. Il conto più alto nel Lazio. Risparmio previsto, 30 milioni di euro.
Ieri erano circolate alcune indiscrezioni che parlavano di cassa integrazione per qualche centinaio di dipendenti e altre misure per favorire la crescita e i ricavi, dall’aumento della produttività al lancio di nuove destinazioni. Decisamente più scioccanti i numeri trapelati oggi.
A scontare maggiormente il ridimensionamento saranno Roma e il Lazio. Claudio di Berardino, segretario regionale della Cgil, osserva: “Ricordiamoci che ieri è arrivato il macigno per i 3500 lavoratori della vecchia Alitalia, che hanno terminato la cassa integrazione e sono finiti in mobilità. Altri 700, con la nuova Alitalia, con la Cai per capirci, sono in cassa integrazione dall’anno scorso. chiediamo alle istituzioni di affrontare questa emergenza, ma ci troviamo con la Regione ormai senza una guida”.
La Cai dei capitani d’impresa coraggiosi voluti dall’allora premier Silvio Berlusocni e dall’allora banchiere, nonché attuale ministro, Corrado Passera, è già costata alle casse dello Stato fra incentivi e debiti circa 3 miliardi di euro. Ecco perché ancora una volta a pagare le scelte strategiche, poi rivelatesi sbagliate, sono soprattutto i lavoratori. I dettagli del piano non sono ancora noti, ma secondo le indiscrezioni i tagli dovrebbero colpire perlopiù gli impiegati addetti ai settori commerciale, elaborazione dati e amministrazione, le cui attività potrebbero subire anche una parziale esternalizzazione. E incombe anche il rischio di un ridimensionamento ulteriore delle aree di manutenzione, già ridotte a vantaggio delle officine del socio forte Air France.
Dalla compagnia l’ad Andrea Ragnetti ha ripetuto che si tratta comunque di un piano di rilancio, che l’azienda è divenuta efficiente e che la percentuale di riempimento degli aerei è intorno all’80 per cento.Non è mai stata nascosta però la necessità di incrementare ai ricavi e in un incontro ad agosto coi sindacati Ragnetti li aveva avvisati circa la necessità di misure “inevitabili” all’insegna del rigore.
Secondo Di Berardino il problema è che “non si parla più di investimenti. Soprattutto sul lungo raggio”. Dati alla mano, il traffico di Fiumicino su scala nazionale nei primi otto mesi del 2012 è calato del 75. Ma è evidente che la fetta più importante dei voli che scontano la concorrenza dei treni ad alta velocità di Trenitalia e di Italo, è proprio quella di Alitalia.