ROMA – Prima la Ferrari. Luca Cordero di Montezemolo, come scrive Paolo Griseri di Repubblica, “ha al centro la guida del Cavallino: tutto il resto è relativo. In sostanza, se l’ascesa al vertice dell’Alitalia (che per ora nessuno gli ha proposto ufficialmente) dovesse entrare in rotta di collisione con la permanenza a Maranello, Montezemolo non avrebbe dubbi a rimanere dov’è oggi”.
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Che Montezemolo abbia avuto un ruolo importante nella nascita dell’alleanza Alitalia-Etiadh, è noto. Per i rapporti con gli sceicchi e i fondi sovrani del Quatar, quelli che hanno consentito la nascita del Ferrari village nel deserto di Abu Dhabi. E per il fatto di aver favorito i contatti tra gli emiri e i governi italiani, Letta prima e Renzi poi, desiderosi di mettere un freno al devastante deficit della compagnia di bandiera. Tutto questo spingerebbe il presidente di Maranello verso la guida di Alitalia. Ma l’operazione, fa sapere l’interessato, potrebbe avvenire solo a una condizione: che l’incarico non preveda ruoli operativi. Forse per evitare che qualcuno possa mettere in alternativa il suo ruolo di leader a Maranello con l’impegno nella nuova compagnia di bandiera.
Chi potrebbe prendere la palla al balzo? A Torino nessuno mette ufficialmente in discussione la presidenza della Ferrari anche perché è molto probabile che Montezemolo chiuda il 2014 con un altro utile record vicino ai 400 milioni. Certo, la scelta di estromettere lo stesso Montezemolo dal cda della futura Fiat-Chrysler non è piaciuta al numero uno di Maranello, più per i modi che per il merito. Ma quel che sta rendendo davvero difficili i rapporti con Torino è l’idea che anche Ferrari debba sottostare alle regole di controllo della Borsa americana. Tanto che torna a circolare in queste ore l’ipotesi di una quotazione separata per il Cavallino, magari a Shangai. Scenario che in Emilia sosterrebbero ormai apertamente mentre ancora a maggio a Detroit Marchionne lo ha escluso nella maniera più categorica. Non si vede infatti perché il Lingotto dovrebbe togliere dal nuovo titolo che verrà quotato a Wall Street il pezzo più pregiato. Se infatti Ferrari rimanesse fuori dal merger con Chrysler, quanto perderebbe l’azione di Fca? Ma forse Montezemolo avrebbe difficoltà a rimanere alla guida di una Ferrari americana.
Braccio di ferro di sostanza dunque, dall’esito non sicuro. In questo clima la scelta di accettare un incarico impegnativo fuori dal Cavallino potrebbe diventare un boomerang. Si fa strada così soluzione intermedia: Montezemolo potrebbe entrare nel cda di Alitalia senza deleghe, per continuare quell’opera di collegamento tra l’Italia e gli sceicchi che ha già svolto nei mesi scorsi. Senza offrire sponde a nessuno che voglia mettere in discussione il suo ruolo a Maranello.