ROMA, 9 MAR – ”Sono un emigrato di lusso da molti anni e mi piace l’idea di un’esperienza e una sfida tutte italiane”. Cosi’ il direttore generale di Alitalia e futuro a.d., Andrea Ragnetti, nel primo incontro con il management assieme al presidente della compagnia, Roberto Colaninno, per fare il punto sui tre anni trascorsi e sulle prospettive future.
”Voglio avere uno stile di gestione diretto, e non lo dico per catturare la vostra benevolenza – ha spiegato Ragnetti al management – ma perché sono sempre stato abituato cosi’ e credo che accorciare le distanze ed eliminare il rispetto ‘formale’ aiuti a lavorare meglio, instauri una dinamica più efficace e produttiva. La leadership, in sintesi, va guadagnata sul campo”.
Spiegando perche’ ha accettato l’incarico di ad, Ragnetti ha detto ”perche’ mi piace il progetto, quello di un’azienda grande ben piu’ dei suoi numeri, che porta con se’ italianita’, orgoglio, passione degli italiani”. E anche ”perche’ vengo dopo Rocco Sabelli e so quanto di positivo troverò: un’azienda sana, trasparente, retta, orientata all’azione”.
”Sono qui solo da quattro giorni – ha proseguito – e non voglio sbilanciarmi troppo presto su quello che intendo fare ma senz’altro posso dire che voglio far crescere Alitalia, lo voglio fare ‘con’ il miglior team possibile e non ‘attraverso’ il miglior team possibile, per il quale le parole chiave devono essere: entusiasmo, orientamento all’azione, velocita’, meritocrazia. Resteremo concentrati sui costi e sulla generazione di cassa, ma vorrei poter rinvestire parte dei soldi che riusciamo a risparmiare o a trovare con fatica e creatività per ottenere la crescita che vogliamo. dopo aver concentrato tutti gli sforzi, con successo, per ottenere il pareggio operativo, puntassimo alla ‘performance relativa’: in sintesi, dobbiamo fare meglio degli altri”. E ha concluso: ”Siamo una squadra solida, che non si può permettere momenti di transizione, andiamoci a prendere quello che ci meritiamo”.