ROMA – Riparte il tavolo sulla riforma del mercato del lavoro. Il ministro Elsa Fornero ha convocato sindacati e imprese per lunedi' prossimo, 12 marzo (alle 16 al ministero del Lavoro in via Flavia). Ed il premier Mario Monti ha confermato che la riforma ''come e' noto, trovera' la sua conclusione per la fine di marzo''.
Questa riforma ''non puo' essere fatta solo da tecnici, ha bisogno anche di consenso. Il consenso non e' facile ma e' quello per cui ci stiamo impegnando'', ha assicurato Fornero. E ''mi piacerebbe tanto che avesse la firma di tre donne. Sarebbe di buon auspicio per il Paese'', ha detto il ministro intervenendo al convegno in Bankitalia 'Le donne e l'economia italiana', alla vigilia dell'8 marzo. Le tre donne, appunto, al tavolo della trattativa: la stessa Fornero, la leader della Cgil, Susanna Camusso, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.
Il ministro ha cosi' premuto sulla concertazione (il metodo utilizzato per la riforma delle pensioni varata dal governo senza il confronto con le parti sociali, quando sul Paese pesava l'incubo della crisi, ''si puo' usare una volta sola'', ha detto) e auspicato la condivisione della riforma di tutte le parti in gioco. Cgil compresa.
Fornero – che ha anche la delega alle Pari opportunita' – domani partecipera' alla celebrazione della Giornata della donna al Quirinale e oggi e' stata ricevuta dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con cui ha affrontato proprio il capitolo del lavoro. Di riforma del mercato del lavoro ''parlo spesso con Monti e oggi ne ho parlato anche con il presidente Napolitano che ci fa sentire la sua vicinanza. Di questo gli sono grata'', ha spiegato il ministro dopo l'incontro.
E alla vigilia dell'8 marzo, il ministro ha indicato come ''l'occupazione femminile al 60%'' (oggi e' al 46,9% secondo gli ultimi dati Istat riferiti al mese di gennaio) ''deve essere un obiettivo realizzabile'' per il nostro Paese. E ha ribadito che il mercato del lavoro che si vuole costruire con la riforma dovra' essere piu' ''inclusivo''.
L'appuntamento di lunedi' – il tavolo era stato inizialmente fissato per giovedi' primo marzo e poi rinviato – servira' a sciogliere il nodo sulle nuove risorse pubbliche da destinare al sostegno degli ammortizzatori sociali. Motivo per il quale lo stesso confronto e' stato fatto slittare dal governo. La cifra di cui si e' parlato e' di circa 2 miliardi di euro: ma per finanziare gli attuali ammortizzatori sociali e rivedere nei prossimi anni il sistema – che comunque secondo le stesse intenzioni del ministro Fornero non andrebbe a regime se non dal 2017 – per alcuni tecnici potrebbero pero' essere necessari almeno 2,5-3 miliardi.
Il ministro ''sta lavorando per trovare 2 miliardi di risorse aggiuntive, non so se basteranno'', ha affermato Marcegaglia. Mentre il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha sostenuto che ''con un paio di miliardi, che si possono trovare, si va verso un nuovo sistema di ammortizzatori''.
Quanto a Confindustria lunedi' ''ci aspettiamo che il governo dia una risposta, faccia chiarezza sulle risorse'' e presenti anche ''una proposta sulla flessibilita' in uscita''. E cioe' sull'articolo 18, su cui Marcegaglia ha ribadito la proposta dell'associazione per cui il reintegro ''deve valere solo in caso di licenziamento discriminatorio''. Negli altri casi va previsto solo un indennizzo. Marcegaglia ha insistito sulla crescita ''per colmare il gap'' dell'Italia e ha anche chiesto di ''accelerare sulle riforme''. Perche' ''molto c'e' ancora da fare. Noi non saremo mai un 'veto-player' ma saremo sempre di supporto, anche quando ci saranno riforme impopolari''.
