Allarme per la salute degli italiani. Una famiglia su 4 a rischio povertà

ROMA – La salute degli italiani e' a rischio, colpa dell'attuale crisi che spinge servizi pubblici e Regioni a tagliare sempre di piu' sulla voce 'prevenzione'. Ma l'effetto del dissesto economico porta pure ad un'altra conseguenza: la quota di italiani che potrebbe 'scivolare' sotto la soglia di povertà sale a ben una famiglia su 4, con un aumento del 7% degli indigenti. E' un quadro allarmante quello delineato dal Rapporto Osservasalute 2011, pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane e presentato oggi all'Universita' Cattolica di Roma.

E se la salute della maggioranza degli italiani ''resta tutto sommato ancora buona – osserva il coordinatore del Rapporto Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica – la crisi sta tuttavia erodendo la 'rendita' del Paese sia in termini di salute dei cittadini sia sul versante sanitario''.

Insomma, e' l'allarme lanciato dal Rapporto, ''la situazione si avvia all'insostenibilità, soprattutto nelle Regioni sottoposte a piano di rientro''. E la situazione attuale di crisi, prosegue Ricciardi, ''rischia di essere ulteriormente peggiorata dalle scelte in ambito di politica sanitaria e dalle ultime manovre economiche''.

Cosi', quello che stiamo vivendo, si rileva nell'analisi, è ''un disagio diffuso dilagante, scatenato dalle difficoltà socio-economiche''. Prima conseguenza: e' aumentato l'utilizzo di farmaci antidepressivi (da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010), sintomo della ricerca di una 'cura rapida' al senso di malessere anche se, avvertono gli esperti, non sempre sono rilevabili concrete motivazioni cliniche. Secondo effetto: si teme un incremento dei suicidi. I dati mostrano infatti anche per l'Italia un aumento del numero di suicidi tra il 2006, quando i casi registrati erano 3.607, e il 2008, che si chiude con 3.799 casi. Ecco l'Italia 'fotografata' dal Rapporto:

CRESCE POPOLAZIONE MA NON GRAZIE A NASCITE: si riscontra un tendenziale aumento della popolazione residente in Italia rispetto al biennio 2008-2009 imputabile pero', sostanzialmente, alla componente migratoria. Inoltre, la fecondità delle straniere (2,23) è quasi doppia rispetto alle italiane (1,31).

ITALIA SEMPRE PIU' VECCHIA: Nel 2010 la popolazione in età 65-74 anni rappresenta il 10,3% del totale, e quella dai 75 anni in su il 10%. Si confermano regione più vecchia la Liguria (gli anziani di 65-74 anni sono il 13%), regione più giovane la Campania (65-74 anni sono l'8,3%). E sono sempre di più gli anziani soli: oltre uno su quattro vive solo. Migliora quindi la speranza di vita: al 2010 e' pari a 84,4 anni per le donne e 79,2 anni per gli uomini.

NESSUN MIGLIORAMENTO DEGLI STILI DI VITA: Continua a crescere la percentuale di italiani che ha problemi con la bilancia: nel 2010, il 35,6% della popolazione adulta è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (10,3%). Ed ancora: e' sedentario e non pratica alcuno sport il 38,3% della popolazione. Siamo poi ancora lontani dalla vittoria rispetto all'abuso di alcol: la prevalenza dei consumatori a rischio è pari al 25% degli uomini e al 7,3% delle donne. Quanto al fumo, non rinuncia alle sigarette una persona su 4, perlopiù giovani.

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Daniela Lauria