SAN FRANCISCO – L’anno scorso era considerato il migliore amministratore delegato al mondo. Dodici mesi dopo è crollato all’ottantaseiesimo posto della classifica. Parliamo di Jeff Bezos, fondatore e numero uno del colosso di shopping online Amazon.
Nell’ultima classifica stilata dall’Harvard Business Review e ripresa dal Financial Times, Bezos è precipitato. Il motivo? Per il “punteggio” dei migliori amministratori delegati non contano più i successi economici dell’azienda, ma anche i parametri sociali e ambientali, sintetizzati nell’acronomi Esg: environmental, social, governance, ovvero, appunto, ambientale, sociale e relazioni con i lavoratori.
Se la classifica avesse preso in considerazione, come l’anno scorso, solo i parametri finanziari, Bezos avrebbe potuto festeggiare un altro anno di successi. A pesare, invece, sono state le cause per violazione dei brevetti, le controversie sulle condizioni di lavoro dei dipendenti, i dubbi sul rispetto degli obblighi fiscali.
Così quest’anno la prima posizione della classifica è andata a Lars Rebien Sorensen di Novo Nordisk, azienda danese che si occupa di salute e che si è focalizzata ultimamente sul trattamento del diabete, senza dimenticare le questioni ambientali e sociali. A seguire ci sono l’informatico americano John Chambers, presidente ed amministratore delegato della multinazionale dell’informatica Cisco Systems Inc., e Pablo Isla, a capo del colosso spagnolo della moda Inditex.