Angela Merkel, da Bmw 690mila euro. Dopo il “no” a limite dei gas delle auto…

BERLINO –  Un caso di lobbismo inguaia Angela Merkel. Un caso da 690mila dollari che coinvolge una delle maggiori case automobilistiche del mondo, la Bmw. Johanna Quandt e i suoi figli Stefan Quandt e Susanne Klatten sono i maggiori azionisti dell’azienda bavarese e da sempre sostengono la Cdu della cancelliera. Di recente hanno donato 690mila euro al partito. Nulla di strano, si potrebbe dire. O forse no, visto che proprio pochi giorni prima Berlino tanto aveva fatto da far saltare, in sede Ue, un accordo che limitava i gas di scarico delle auto, e che avrebbe danneggiato proprio la Bmw.

Appena la notizia si è diffusa sulla confermata cancelliera Merkel sono piovute le accuse di lobbismo. Difficile non notare come lo stop all’accordo sulla graduale riduzione delle emissioni made in Ue abbia avvantaggiato la casa automobilistica tedesca che, come nota lo Spiegel, produce auto che inquinano molto più di quelle della italiana Fiat o della francese Renault.

L’associazione tedesca anti-lobby LobbyControl ha criticato la donazione al partito cristiano-democratico. Lo stesso hanno fatto gli ambientalisti, che accusano la Germania di buttare via l’opportunità di rendere le auto europee più efficienti tagliando la dipendenza dall’importazione di petrolio. Per la commissaria europea Connie Hedegaard è impensabile rimandare l’obiettivo del limite alle emissioni al 2024. Ma al momento la questione è rimandata.

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Maria Elena Perrero