ROMA, 7 LUG – Lactalis conquista il controllo assoluto di Parmalat. A un giorno dal termine dell’Opa, le adesioni sono schizzate verso l’alto, al punto che il gruppo francese al momento si ritrova in tasca la maggioranza assoluta del gruppo di Collecchio con una quota che si aggira intorno al 50,05% del capitale. Il tutto a fronte di un esborso in sede di offerta pubblica d’acquisto che sfiora il miliardo di euro e che, sommato all’investimento iniziale per arrivare al 28,9% (1,3 mld), arriva a quota 2,25 miliardi di euro.
Ma non e’ finita qui. Domani c’e’ l’ultima giornata di offerta e non si esclude che possa venire un’altra ondata di adesioni. Al punto che c’e’ gia’ chi ipotizza che l’Opa, condizionata al raggiungimento di una soglia complessiva del 55%, si chiuda con una partecipazione tra il 60 e il 70 per cento. Cio’ significherebbe per la famiglia Besnier chiudere l’operazione con un esborso compreso tra 1,4 e 1,8 miliardi di euro, gia’ garantiti dalle banche finanziatrici (Credit Agricole, Hsbc, Natixis e Societe’ Generale).
Piu’ da vicino nel penultimo giorno d’offerta (il titolo ha chiuso in rialzo dell’1,67% a 2,56 euro) a Lactalis e’ stato consegnato un pacchetto pari a oltre l’11% del capitale di Parmalat, vale a dire circa 198,2 milioni di azioni. Fino ad oggi i francesi hanno raccolto 366,4 milioni di azioni che rispetto al capitale complessivo di Collecchio rappresentano poco piu’ del 21,083 per cento del gruppo. In soldoni si traduce con oltre 950 milioni di euro investiti per l’Opa a cui si aggiunge quel miliardo e trecento milioni investito per comprare il 28,9 per cento (comprensivo del 14% in mano ai fondi esteri Skagen, Mackenzie e Zenit). Tirando le somme si arriva ad un totale di circa 2,25 miliardi.
Una volta chiusa l’offerta, quindi, il consiglio d’amministrazione – nominato dall’assemblea di inizio luglio che ha sancito l’uscita di Enrico Bondi – si riunira’ per prendere atto della chiusura dell’Opa e soprattutto per affidare le redini del gruppo al nuovo amministratore delegato. La riunione non risulta ancora convocata, mentre e’ esclusa l’ipotesi che sulla tolda di comando possa salire il numero uno di Lactalis in Italia, Antonio Sala.