Antonveneta, Consorte: 'Assolto dal mercato'

ROMA – ''La comunita' finanziaria e' molto
piu' severa dei giudici. In Intermedia ho 170 imprese socie, e'
la dimostrazione che godo di una stima legata al lavoro che
faccio''. Lo dice in un'intervista alla Stampa Giovanni
Consorte, ex presidente Unipol, commentando la condanna a tre
anni di reclusione per la tentata scalata ad Antonveneta da
parte di Bpi.
Se tornasse indietro, assicura, rifarebbe tutto ma
''cautelandosi prima con una serie di alleanze e di rapporti''
che ha ''imparato essere necessari per fare operazioni di una
certa dimensione''. Del resto, aggiunge, ''e' inutile fare gli
ipocriti: in Italia ci sono delle lobby di potere molto forti.
Con l'operazione Bnl avremmo cambiato un po' di equilibri nella
finanza. Era necessario strngere alleanze che non abbiamo
ricercato e ce l'hanno fatta pagare''.
Intervistato anche dal Corriere della Sera e da Repubblica,
Consorte bolla come ''spropositata'' la condanna e parla di
''sentenza gia' scritta nel 2005''. L'operazione Unipol-Bnl,
precisa al quotidiano di via Solferino, ''fu un'operazione
corretta che avrebbe consentito la nascita di una realta' forte.
Un'operazione gestita sin dal primo momento in stretto contatto
con gli organi di controllo, tanto che la Consob non si e'
nemmeno costituita parte civile''. Poi, conclude, ''ci fu una
presa di distanza'' nei suoi confronti, fu ''obbligato'' a
dimettersi, nonostante ne' lui ne' Sacchetti avessero ''mai
fatto nulla di scorretto''. ''Chissa', forse ho toccato cose non
andavano toccate.. L'importante ora e' uscire puliti da
Antonveneta''.

Published by
Alberto Francavilla