Argentina. Si aggrava crisi tra Buenos Aires e Citibank su ”tango bond”

Citibank

ARGENTINA, BUENOS AIRES – Si complica la crisi fra il governo argentino e Citibank per il pagamento dei bond emessi sotto legislazione locale: la banca americana ha presentato un ricorso giudiziario contro la Banca Centrale e la Consob locale, che avevano sospeso le sue operazioni e ritirato le autorizzazioni al suo presidente, mentre il governo ha elevato una richiesta di appello a New York contro la decisione del giudice Thomas Griesa che ha bloccato il pagamento di titoli che Citibank doveva effettuare entro il 31 marzo.

Lo scorso 20 marzo Griesa ha annunciato che “non impedirebbe” a Citibank di pagare 17 milioni di dollari di interessi ai detentori di titoli sotto legislazione argentina in scadenza per il 31 marzo, a condizione che la banca cessi di partecipare nelle operazioni con titoli ristrutturati del debito argentino.

La decisione del magistrato è arrivata dopo un accordo fra la banca e gli hedge fund in disputa con l’Argentina per il pagamento dei cosiddetti “tango bond”, capitanati da NML Capital e la Elliot Management di Paul Singer.

L’accordo, che stabilisce anche che Citibank rinunci a presentare un nuovo appello contro la decisione di Griesa che prevede che il principio del pari passo si applichi anche ai titoli emessi sotto legislazione argentina, è stato fortemente criticato dal governo di Cristian Fernandez de Kirchner. Le rappresaglie contro Citibank, accusato dal governo di aver “tradito la fiducia dei suoi clienti, raggiungendo un accordo con i ‘fondi avvoltoio’ alle spalle dei clienti e degli organismi regolamentari dell’Argentina”, hanno portato al ricorso giudiziario presentato ora dalla banca, mentre gli avvocati dell’Argentina a New York puntano ad annullare l’ultima decisione di Griesa.

Il magistrato americano, nel frattempo, ha ordinato anche a Euroclear di bloccare ogni versamento di interessi legato a titoli ristrutturati del debito argentino, in una nuova mossa per cercare di obbligare Buenos Aires ad ubbidire alla sua sentenza, confermata in appello e dalla Corte Suprema, che prevede il pagamento di circa 1,6 miliardi di dollari agi hedge fund.

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lgermini