ROMA, 15 LUG – Sono otto le banche che non hanno passato gli 'stress test' europei e dovranno mettere mano al proprio capitale con un'esigenza di mezzi freschi di 2,5 miliardi di euro complessivi.
Gli otto istituti il cui patrimonio e' insufficiente ad affrontare lo scenario avverso simulato nei test sono le greche Atebank ed Eurobank, l'austriaca Volksbanken e le spagnole Caja 3, Banco Pastor, Catalunya Caixa, Unnim e Cam.
ATEbank avra' bisogno di 750 milioni di euro e di un bond convertibile da 235 milioni per colmare i 713 milioni di 'buco' risultati dagli stress test: la sua esposizione ai bond sovrani greci di 7,85 miliardi di euro si e' rivelata un peso eccessivo, specie nello scenario dei test che prevedeva una svalutazione del 25% dei titoli di Stato ellenici.
Altre sedici banche – fra cui sette spagnole – hanno passato di misura i test con un coefficiente patrimoniale 'Core Tier 1' fra il 5% e il 6%: fra queste Banco Comercial Portugues, Espirito Santo Financial Group, le tedesca Nordbank e Norddeutsche landesbank.
I test erano diretti a restituire fiducia ai mercati attraverso una simulazione di condizioni difficili, come un rallentamento della crescita economica e un deciso, ulteriore deprezzamento greco. Nonostante la maggiore trasparenza rispetto agli stress test dello scorso anno, il Financial Times scrive che restano dubbi se gli investitori riacquisteranno fiducia nei confronti del settore bancario europeo.
L'ipotesi di un default della Grecia non e' infatti considerata nello scenario peggiore degli stress test, e allo stesso tempo sembra un rischio sempre piu' concreto visto che la Germania pretende che le banche paghino una parte dei costi del nuovo salvataggio greco.