ROMA, 2 MAG – Se quello di marzo era stato un tonfo annunciato per le vendite di auto in Italia, a causa del confronto ‘drogato’ con l’ultimo mese beneficiato degli incentivi, il calo del 2,24% subito dal mercato ad aprile, invece, ha colto gli analisti totalmente impreparati. Finito l’effetto incentivi molti si aspettavano un segno più, visto il confronto con un aprile 2010 particolarmente debole, e non il tredicesimo calo consecutivo. Ma certamente nessuno avrebbe immaginato di trovarsi di fronte al livello di immatricolazioni (157.309 unità) più basso da 15 anni, cioè dal 1995.
In questo scenario cupo, le vendite di Fiat Group Automobiles sono scese ad aprile dell’8,46% a 45.176 unità, dopo il tonfo del 31,92% subito a marzo. La quota del Lingotto è scivolata invece al 28,71% rispetto al 30,67% segnato un anno fa. Da Mirafiori commentano che la flessione di aprile è stata favorita dall’uscita di produzione nei mesi scorsi di alcuni modelli Fiat che un anno fa erano invece presenti in gamma, come per esempio Fiat Croma, Fiat Multipla, Fiat Ulysse, Fiat 600 e Fiat Punto Classic. Le vendite di questi modelli valevano circa 3 punti percentuali di quota. Il brand Fiat ha ceduto il mese scorso il 14,89% e quello Lancia il 4,81%, mentre a consolare il gruppo torinese c’è sempre l’Alfa Romeo con l’ennesima impennata delle vendite (+49,47%).
”Il mese di aprile fornisce la prima vera indicazione sull’andamento del mercato del 2011, ed è in quest’ottica – afferma il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi – che aprile è pessimo perché, paragonato al bruttissimo aprile dello scorso anno, sostanzialmente ne conferma i numeri”. E le previsioni non sembrano migliori neanche per i prossimi mesi. Secondo l’indagine congiunturale del Centro Studi Promotor il mese scorso l’84% dei concessionari valuta su bassi livelli la raccolta di ordini, mentre il 52% è pessimista sull’evoluzione della domanda a tre-quattro mesi.
”Certamente – sottolinea il direttore generale dell’associazione che riunisce gli importatori esteri (Unrae) Gianni Filipponi – la situazione generale non favorevole si somma alla poca sensibilità del mondo politico nei confronti del cittadino automobilista e di un settore che già versa in forti difficoltà”. ”Alle recenti disposizioni relative all’incremento dell’accisa sui carburanti, si aggiungono quelle predisposte con il Decreto Legislativo sul federalismo fiscale che – precisa Filipponi – modifica il metodo di calcolo dell’Imposta Provinciale di Trascrizione”, con conseguente ”aumento del peso delle tasse sull’acquisto dei veicoli nuovi e sui passaggi di proprietà”.
Invece, mai come in questo momento per il presidente dell’Anfia Eugenio Razelli “sarebbe auspicabile un contenimento della componente fiscale dei prezzi dei carburanti e in generale del prelievo fiscale a carico del comparto”. Un piccolo segnale positivo pero’ per Razelli ”emerge dalle risposte alle domande trimestrali dell’indagine Istat su alcune spese di particolare impegno, con il recupero delle intenzioni di acquisto dell’autovettura”.
