Anche Fiat Chrysler Automobiles chiude giugno con un incremento del 2,8% e una quota del 27,1% grazie al positivo andamento della Jeep cresciuta del 43,1%, mentre la Panda è ancora una volta la vettura più venduta con oltre 8.600 immatricolazioni e una quota del 37,1% nel segmento. Al secondo posto della Top Ten la 500, al terzo la 500L. Non recupera però Fca nel semestre che chiude con 211.995 immatricolazioni, lo 0,6% in meno dello stesso periodo 2013 mentre la quota scende dal 29,1% al 28%.
Bene, come anticipato dall’ad Sergio Marchionne, le vendite negli Usa dove Chrysler chiude giugno con 171.086 consegne, il 9% in più dello stesso mese 2014. I marchi Jeep, Dodge, Ram Truck e Fiat hanno tutti incrementato le vendite rispetto allo stesso mese del 2013, con il gruppo che segna il miglior giugno dal 2007 e il cinquantunesimo mese consecutivo di crescita. Per Fiat l’aumento è dell’11%.
“Appare sempre più probabile – osserva Gian Primo Quagliano presidente del Centro Studi Promotor – che l’andamento positivo del primo semestre 2014 non abbia segnato l’inizio di una vera e propria ripresa della domanda, ma costituisca piuttosto un rimbalzo al termine di una forte caduta. Lo scenario più probabile in questo momento appare dunque quello di una stagnazione della domanda da cui si potrebbe uscire o con provvedimenti specifici di rilancio del settore auto”. Massimo Nordio, presidente del’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere, riconosce la positiva attenzione delle istituzioni verso l’auto, che dimostra “una nuova e propositiva volontà di conseguire tangibili risultati a breve termine”.
“Le nostre aziende non possono aspettare 1.000 giorni, come per le riforme”, avverte però Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia. Dopo l’apertura di Marchionne, continua il pressing dei sindacati per chiudere il contratto degli 86.000 lavoratori di Fiat e Cnh. “L’accordo per l’aumento salariale è un dovere che la Fiat ha nei confronti dei lavoratori italiani”, afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. “Bisogna creare le condizioni per chiudere, il contratto è fondamentale per portare avanti il processo di rinnovamento del gruppo”, sottolinea Annamaria Furlan, segretario generale aggiunto della Cisl.